Una festa per dire addio a Della Casa: «Giuliano era l’artista della leggerezza»
L’ultimo saluto tra musica popolare, affetto e testimonianze commosse degli amici
MODENA. È stato all’insegna della leggerezza, della musica popolare festosa, delle sue opere che scorrevano su un grande schermo e dei tanti ricordi, l’ultimo saluto all’artista modenese Giuliano Della Casa, pittore, ceramista, autore e curatore di libri d’artista, una delle figure più originali, eclettiche e riconosciute della storia artistica e culturale cittadina, scomparso improvvisamente a 84 anni mentre era in vacanza con la famiglia nel Brindisino. Le esequie si sono tenute nella cappella della funeral home Terracielo, gremita per l’occasione, con una cerimonia animata da una band composta da fisarmonica, chitarra, cornamusa e ocarina, che ha intervallato, con musica popolare dai toni allegri, gli interventi delle tante persone, tra amici e familiari, che dall’ambone, dopo la benedizione della salma, hanno voluto condividere il loro ricordo dell’artista. Sul retro del santino, lasciato come ricordo a chi ha partecipato ai funerali, una quartina del poeta persiano Omar Khayyam che invita alla consapevolezza della caducità umana e a ridimensionare le ambizioni terrene.
Amici e artisti
Presenti, oltre ai familiari, la vicesindaca Francesca Maletti, in rappresentanza del sindaco Massimo Mezzetti, l’ex sindaco e consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli e una folta rappresentanza del mondo artistico e culturale modenese e non solo. Per salutare colui che fu un grande protagonista della stagione delle avanguardie modenesi a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, ma che non ha mai smesso di lavorare fino al giorno prima di morire, si sono riconosciuti tra i banchi della cappella i pittori Gianni Valbonesi, Franco Guerzoni ed Erio Carnevali, i fotografi Beppe Zagaglia e Luigi Ottani, gli scrittori Paolo Nori e Ugo Cornia e il gallerista Mario Mazzoli, figlio del gallerista Emilio Mazzoli, luogo in cui Della Casa ha tenuto l’ultima grande mostra personale proprio lo scorso novembre, presentando una apprezzatissima collezione di ceramiche e opere ad acquarello.
«Abbiamo perso un grande artista»
«Abbiamo perso un grande artista – ha sussurrato dall’ambone Beppe Zagaglia – ma io ho perso un amico e ora sento un grande vuoto. Andavo da lui ogni giorno, ci confidavamo, parlavamo di tutto. Mi mancherà. Lui era un artista, di quelli veri, perché oltre a essere bravo a riprodurre ciò che decideva di rappresentare aveva una grande fantasia. Giuliano sapeva creare un mondo attorno al suo acquarello, che prendeva spunto dal reale ma sfociava nel sogno». «Ho conosciuto Giuliano 25 anni fa, quando venni a Modena per la presentazione di un mio libro, ma da quel giorno siamo rimasti amici – ha aggiunto Paolo Nori –. La cosa che mi ha sempre colpito, ogni volta che andavo a trovarlo nel suo studio, era il suo incredibile buon gusto. Si circondava di cose che veniva voglia di toccare. La sua grandezza artistica è inconfutabile, mi piaceva stare seduto accanto a lui mentre dipingeva, perché con le sue pennellate creava nuovi mondi raffinati».
«Da Palermo per salutarlo un’ultima volta»
«Sono venuto da Palermo per portargli l’ultimo saluto – ha raccontato Erio Carnevali –. Eravamo amici e io ho sempre ammirato la sua leggerezza artistica, frutto del suo straordinario talento». Commosso anche il ricordo di Luigi Ottani: «L’avevo incontrato la settimana scorsa, prima che partisse per le vacanze, sia per acquistare una sua opera sia perché la nuova partita della “Partita della stella”, l’iniziativa che si tiene a Modena per raccogliere fondi a favore dell’ospedale pediatrico Caritas Baby Hospital e dell’orfanotrofio Hogar Niño Dios di Betlemme, l’ha disegnata lui. Un ultimo regalo memorabile». Molto sentito anche il ricordo dell’ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli: «Personalmente perdo un amico e Modena perde un grande artista e un grande modenese, di quelli con le radici, di quelli che hanno sempre amato la città e, nonostante il successo, hanno voluto rimanere in città, sempre pronti a portare il proprio grande contributo artistico. Lui però era anche un uomo di pace, conquistatore della pace, che amava le relazioni e il confronto. I suoi colori consentivano di aprire i cuori».
«Modena perde una persona che ha sempre valorizzato la città – ha sottolineato anche la vicesindaca Francesca Maletti – e perde un grande maestro per tanti giovani. Nella vita ha saputo valorizzare la sua arte, ma sempre in modo garbato e mai roboante». La cerimonia funebre si è conclusa con un toccante ricordo del fratello Delio che, con affetto e tenerezza, ha voluto ricordare alcuni aneddoti divertenti della loro infanzia: «Giuliano era mio fratello minore ed era un gran birichino – ha ricordato il fratello –. Fin da piccolo ha dimostrato un talento incredibile. Non poteva fare che l’artista».
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