A Carpi smontati i velox sulla strada Romana. Erano spenti da diverso tempo
I nuovi strumenti di rilevazione della velocità saranno installati in autunno. Quelli vecchi erano stati sequestrati dopo l’indagine partita da Cosenza che riguardava gli autovelox non omologati in Italia
CARPI Probabilmente qualcuno non se n’era accorto e continuava, con prudenza, a rallentare per evitare di prendere la multa. La verità, però, è che quei due autovelox erano ormai spenti e quindi non più in funzione da tanti mesi. Nei giorni scorsi, sono stati addirittura smontati, in attesa che, in autunno, vengano montati i nuovi dispositivi. Parliamo dei due rilevatori di velocità sulla Romana, all’ingresso di Carpi: diversi cittadini e automobilisti hanno notato che gli apparecchi sono scomparsi, facendosi parecchie domande. Interrogativi ai quali, ora, possiamo dare una risposta: sono stati smontati e fra un paio di mesi vedremo "comparire" quelli nuovi.
Dove erano posizionati i velox
I due autovelox lungo la statale Romana sud, in entrambe le direzioni, si trovavano all’altezza dell’intersezione con via Bella Rosa: si tratta di un tratto del collegamento tra Carpi e Modena da sempre caratterizzato da un’alta incidentalità, un dato che aveva portato l’amministrazione comunale a installare i due apparecchi in un punto in cui il limite massimo di velocità è fissato a 70 chilometri all’ora.Qualcosa (più di qualcosa) è cambiato però nello scorso mese di febbraio, quando - per effetto dell’indagine nazionale sugli autovelox non omologati - è arrivato lo stop per questi due apparecchi, che sono stati spenti nonostante, alla fine, fossero a norma.
L’inizio della vicenda
ll caso parte da un’indagine nazionale sulla regolarità degli autovelox aperta a luglio 2024 dalla Procura di Cosenza, e ha portato al sequestro e alla disattivazione di centinaia di apparecchi della tipologia "T-Exspeed v.2.0". Impianti installati negli ultimi anni sulle strade di tutto il Paese. La questione centrale è quella della mancata omologazione degli impianti, mentre in diversi casi i modelli installati risulterebbero diversi da quelli depositati presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al centro, in ogni caso, c’è un vuoto normativo tra approvazione e omologazione, mentre il decreto del governo che dovrebbe risolvere la questione si è arenato.
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