Gazzetta di Modena

Modena

L’emergenza

Aumenta la tensione al valico di Ibrahim Khalil tra Turchia e Iraq: gli attivisti del Palestine Convoy in sciopero della fame

di Paola Ducci

Documenti in regola ma passaggio negato dalle autorità irachene. La testimonianza della modenese Solange Pichler e l'intervento della diplomazia italiana.

2 MINUTI DI LETTURA





IBRAHIM KHALIL Alcuni degli attivisti del Palestine Convoy, fermi da ormai quattro giorni al valico di Ibrahim Khalil, al confine tra Turchia e Iraq, hanno iniziato lo sciopero della fame. La situazione non accenna a sbloccarsi e i volontari sono costretti ad accamparsi a 55 gradi nella terra di nessuno tra i due Paesi. Le autorità irachene continuano a negare il passaggio senza fornire spiegazioni plausibili, nonostante la carovana sia in possesso di visti e documenti in regola.

Della missione umanitaria — nata per portare in Cisgiordania beni di prima necessità, medicine e un'ambulanza a supporto della popolazione palestinese — fanno parte anche tre emiliani, tra cui la modenese Solange Pichler.

La telefonata al console di Erbil

«Ieri ho ricevuto la telefonata del console italiano a Erbil, Tommaso Salomone, che si è fatto spiegare la situazione del viaggio e dei visti», racconta Pichler. «Il console ci ha chiesto se avevamo piani alternativi al passaggio in Iraq, ma ho risposto di no. Non ci è ancora stato chiarito perché il piano originale non possa procedere, visto che i nostri documenti sono validi, non siamo stati respinti formalmente e il visto non ci è stato annullato. Siamo bloccati in modo del tutto immotivato e arbitrario. Il console ha promesso che continuerà il dialogo con le autorità del Kurdistan iracheno e dell'Iraq federale per capire, parole sue, "cosa bolle in pentola"».

Da qui la decisione di avviare lo sciopero della fame. I partecipanti alla protesta si sono riuniti sotto un gazebo a ridosso della frontiera irachena.

La visita dei militari di Baghdad

Nel corso della giornata, i militari di Baghdad hanno visitato il presidio chiedendo prima di allontanare la struttura dal confine e, di fronte al rifiuto degli attivisti hanno manifestato preoccupazione: «È la prima volta che succede una cosa simile qui».

Anche uno dei coordinatori turchi del Palestine Convoy è intervenuto, sottolineando che la priorità della missione resta la salute dei partecipanti. Per questo motivo ha chiesto di interrompere la protesta dopo 24 ore, anche se alcuni attivisti si dicono intenzionati a proseguire fino allo sblocco dello stallo.

La marcia pacifica verso il confine

Venerdì sera i volontari avevano già marciato verso il confine iracheno in segno di protesta. Nel frattempo, dall'Italia, la deputata Stefania Ascari del M5S ha presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere al ministro degli Esteri Tajani di far luce sui motivi del blocco e attivarsi per garantire il passaggio della carovana.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google