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La storica Dama Vivente di Castelvetro compie sessant’anni. «Pronti per settembre»

di Cristiana Minelli
La storica Dama Vivente di Castelvetro compie sessant’anni. «Pronti per settembre»

Il racconto della partita in piazza Roma

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CASTELVETRO. Il nostro territorio è così ricco di storia e creatività che non smette di riservare sorprese. Che poi diventano tradizione, il profumato bouquet delle nostre radici. E non importa se gli anni passano e si infilano, uno dopo l’altro, come perle di una collana. Anzi, allo stesso modo sono preziosi. Perché ci raccontano. Proprio nel mese di agosto cade il sessantesimo anniversario della “Dama Vivente”, la famosa rievocazione storica legata all’ospitalità offerta dai castelvetresi al poeta sorrentino Torquato Tasso, quest’anno in programma nel weekend del 12 e 13 settembre con la tradizionale partita a «Dama Vivente» giocata sulla damiera di Castelvetro, il corteo storico e tanti eventi.

La storia

Ma come è nata? Ci racconta Pietro Turi che tutto è cominciato con «Il Cavalier Salvatore Turi, principale artefice e Presidente della manifestazione», che «passo dopo passo, con l’impegno di alcuni abitanti, che si distribuirono i compiti in base alle proprie capacità, riuscì sessant’anni fa a concretizzare una sua vaga idea».

E cosa ne venne fuori? «Dopo varie valutazioni si decise di mettere al centro del progetto la piazza medievale di Castelvetro con la grande damiera. Si svolse così la prima sfida della Dama Vivente tra Castelvetro e Sassuolo». «Fu una grande emozione – continua Pietro Turi – quando il rullo dei tamburi e il suono delle chiarine diedero inizio al corteo storico (oltre 350 comparse in costume) preceduto dagli sbandieratori con partenza dalla villa «Gemma» diretti in piazza Roma per le vie del borgo, addobbate con stemmi e bandiere dei colori dei feudatari. Prima e dopo la singolare partita a Dama si svolgevano vari spettacoli medievali. Tutto questo trasformò un piccolo centro come Castelvetro, che dopo essersi adagiato per lungo tempo nell’allegria dei suoi vini, in un paese visibile e turistico».

Gli anni successivi

L’iniziativa poi ha trovato un suo sviluppo e si è trasformata, via via, in un appuntamento molto popolare e partecipato: «Negli anni successivi furono introdotte alcune modifiche, sia strutturali sia scenografiche, come la costruzione delle mura in legno sulla guardiola, l’utilizzo dei cavalli dell’Accademia di Modena, la mostra filatelica e l’annullo postale, il concorso nazionale per film a passo ridotto da 8 mm e super 8, la mostra collettiva degli artisti modenesi». Nel ’72, con la scomparsa del suo fondatore, cessò la realizzazione di questa manifestazione. Ripresa però negli anni Novanta, grazie all’impegno dell’associazione «Dama Vivente», in collaborazione con il mondo del volontariato, risorse del territorio e Comune di Castelvetro. Un parterre che ha riportato in vita l’evento, oggi biennale. E che oggi ricorda con nostalgia il primo comitato esecutivo: Salvatore Turi, presidente e coordinatore, Dea Righi, vice presidente, Luigi Barbieri, Mario Petrignani, Miriam Selmi, Franco Tagliazucchi.

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