Viaggio alle Costellazioni: «Qui degrado e spaccio»
Residenti esasperati: «La sera noi abbiamo paura ad uscire». La cooperativa L’Angolo: «Chi accogliamo non dà problemi»
MODENA. Il caso Costellazioni compare regolarmente sulle pagine dei giornali modenesi da dieci anni. Una volta è un tentato omicidio, una volta è una rissa. Poi gli arresti per spaccio, i furti, il degrado latente. Che si tratti di quello che accade all’interno del civico 170 di via delle Costellazioni o nelle zone limitrofe, il dibattito è sempre acceso. Il residence è diventato un problema quando è stato visto come il luogo in cui riversare gran parte delle fragilità presenti a Modena. L’immobile, un palazzo di 14 piani con circa 500 posti letto e 178 camere, è oggi di proprietà della cooperativa sociale L’Angolo, impegnata soprattutto nella prima accoglienza, ma viene utilizzato anche dai servizi sociali per accogliere persone in grave disagio abitativo e sociale, con un costo annuo che - per il Comune - si aggira intorno ai 550 mila euro. Si tratta di una realtà estremamente articolata e, per questo, di difficile gestione.
Dopo essere stato uno studentato fino al 2015, Costellazioni ha cambiato radicalmente volto. Oltre ai richiedenti asilo e gli utenti seguiti dai servizi sociali, nel tempo la struttura ha ospitato anche minori stranieri non accompagnati e senza tetto durante l’emergenza freddo. «Era diventato un luogo d’attrazione per spacciatori e ulteriori senza tetto – riferisce Giorgia Bartoli, responsabile Innovazione e Sviluppo della Cooperativa L’Angolo – A seguito delle problematiche che l’intero quartiere ha manifestato si è pensato di alleggerire progressivamente la struttura». Oggi il residence accoglie principalmente i richiedenti asilo, circa 240, e gli utenti gestiti dal Comune, circa 200. Numeri che fanno di Costellazioni una risorsa fondamentale per Modena, ma che allo stesso tempo rendono fragile l’equilibrio della struttura.
Parla la cooperativa
L’accoglienza collettiva, secondo L’Angolo, ha diversi vantaggi. «Avere a disposizione una struttura che include l’ambulatorio medico, l’area legale, l’area sociale e l’area formazione in un unico piano e nello stesso luogo in cui molti dei richiedenti asilo abitano, è un grande vantaggio per noi e soprattutto per loro», spiega Bartoli. I percorsi comprendono l’educazione all’abitare, i corsi di italiano e vari progetti d’integrazione sul territorio. L’obiettivo è il raggiungimento della piena autonomia sociale ed economica.
Per gli utenti dei servizi sociali il Comune mette a disposizione 57 camere e affianca gli ospiti con educatori e operatori, con l’obiettivo di accompagnarli verso una nuova sistemazione lavorativa e abitativa. Ma arriviamo al punto cruciale del caso Costellazioni: quali sono le criticità che rendono insostenibile la quotidianità del quartiere? Nel riportare il punto di vista dei residenti, una premessa è necessaria. Esistono problemi interni al residence ed esistono problemi esterni direttamente collegati con esso, ma sarebbe una semplificazione considerare Costellazioni come la causa unica delle segnalazioni.
Residenti esasperati
«Abito in un condominio a pochi passi da Costellazioni e posso dire che la situazione negli anni è solo peggiorata. Ci sono furti frequenti, macchine sventrate, spaccio regolare in diversi punti del quartiere. Di sera si ha paura ad andare in giro», racconta Sebastiano, uno dei tanti residenti della zona ormai esasperati dalla situazione di disagio che persiste.
«Chi accogliamo non dà problemi»
La risposta di L’Angolo è altrettanto netta: «Nel 99% dei casi le persone che accogliamo sono persone rispettose delle regole, che hanno voglia di avere una seconda opportunità rispetto al luogo in cui sono nati», precisa Bartoli. «Ahimè però, non tutti hanno la forza di fare il percorso in salita per imparare la lingua, trovare un lavoro e integrarsi gradualmente». In un contesto come quello del civico 170, bastano pochi soggetti instabili per mettere in difficoltà gli operatori, gli altri inquilini e l’intero quartiere. Sul fronte della sicurezza, Hyma ha installato telecamere, controllo biometrico e tornelli, mantenendo la portineria aperta 24 ore su 24. Anche il Comune ha installato una telecamera sul parcheggio antistante e proseguono i controlli della polizia locale e quelli serali in collaborazione con la Questura.
Restano alcune criticità dell’edificio: vetri rotti, parti del rivestimento esterno deteriorate, oggetti gettati dalle finestre e soprattutto blatte e cimici da letto. «Sono insetti minuscoli che si infilano ovunque e provocano irritazione e prurito. Mia figlia che ha quattro anni ha spesso la pelle arrossata. Sia io che mia mamma ormai facciamo fatica a dormire perché te le senti ovunque», racconta una residente che vive a Costellazioni da quattro anni. L’acquisizione dell’immobile da parte della Cooperativa L’Angolo è il cambiamento più significativo avvenuto di recente. C’è chi, come il consigliere comunale leghista Giovanni Bertoldi, avverte sul «rischio della stabilizzazione del degrado». Per Bartoli, invece, la proprietà offre la possibilità di «lavorare su progetti a lungo termine» La vicesindaca Francesca Maletti ha spiegato che la cooperativa intende riqualificare l’immobile e riprogettare gli spazi dedicati agli ospiti collocati dal Comune. E i richiedenti asilo? Il progetto per il futuro è quello di spostarli in altre strutture - in città o in provincia - che la cooperativa affitta o di cui è proprietaria, andando verso un uso dell’immobile principalmente rivolto alle famiglie. Non resta che attendere l’effettiva realizzazione dei progetti presentati da L’Angolo in collaborazione con il Comune e il loro impatto sulla quotidianità del quartiere.
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