«Dalla paura del disagio all’impegno. La mia vita per la cooperazione»
La storia di Francesca Grimaldi, quindici anni in Aliante: da dipendente a socia
MODENA In un tempo in cui le situazioni di fragilità – non solo a Modena, ma in tutta Italia – crescono e sempre più persone rischiano di scivolare ai margini della società, c’è chi sceglie col proprio impegno, di mettersi accanto a queste persone e costruire con loro, giorno dopo giorno, percorsi di fiducia. Come Francesca Grimaldi.
La sua è una storia che parla di coraggio e di responsabilità condivisa; di obiettivi raggiunti sul lavoro e di scelte. Tra le quali, l’ultima in ordine di tempo: diventare socia della Cooperativa Sociale Aliante in cui è cresciuta professionalmente, trasformando un impiego in una scelta di appartenenza.
Un percorso lavorativo, quello di Francesca Grimaldi – che continua anche oggi come esempio concreto di cosa significhi fare cooperazione sociale – iniziato tra il 2008 e il 2009, quando si è trovata a misurarsi con una realtà complessa: il lavoro all’interno del CSR Factory Lab di Modena.
«All’inizio è stato difficile – confida con sincerità Grimaldi – Per me era un ambiente nuovo, in cui lavoravano persone verso le quali non mi ero mai confrontata né rapportata prima di quel momento. Data la mia giovane età, non sapevo cosa significasse confrontarsi con il disagio psichico».
In quegli anni, la paura di non essere all'altezza e l'impatto con la sofferenza mentale avrebbero potuto frenarla. Invece, proprio in quelle difficoltà, è germogliato il seme della cooperazione.
Attraverso il prezioso supporto costante delle colleghe e i percorsi di supervisione, Francesca ha imparato a non temere l’ombra del disagio, trasformando lo smarrimento in competenza.
Il valore del “qui ed ora”
Oggi, quella ragazza che faticava a orientarsi è diventata un punto di riferimento per chi vive situazioni di fragilità e marginalità. Il suo approccio si fonda su un pilastro fondamentale: l’empatia.
Francesca non si limita ad assistere; lei si mette “accanto”. Il suo lavoro quotidiano consiste nello incoraggiare le persone con situazioni di fragilità.
Con l'obiettivo di insegnare a non disperdersi nel labirinto dei pensieri negativi; con lo strumento del “qui ed ora”, ovvero la capacità di focalizzarsi su piccoli gesti e traguardi quotidiani; con la missione di dare coraggio, infondendo la consapevolezza che ogni piccolo passo è, a tutti gli effetti, una vittoria contro l'isolamento.
Da dipendente a socia
Dopo quasi quindici anni di assunzione (a tempo indeterminato ufficialmente nel 2011), Grimaldi ha deciso di compiere il passo più significativo: diventare a tutti gli effetti socia della cooperativa.
«In questi anni ho visto Aliante crescere notevolmente e ho deciso di farne parte appieno – spiega la protagonista – Non voglio essere solo una semplice dipendente; voglio dare il mio contributo attivo alla vita della cooperativa. A volte non è facile ma anche solo un piccolo miglioramento rappresenta sempre un passo in avanti, un traguardo raggiunto».
Questa scelta riflette i valori cooperativi più autentici: la partecipazione, la mutualità e la consapevolezza che il lavoro di squadra non serve solo a raggiungere obiettivi professionali, ma è una palestra di vita che insegna a non dare mai nulla per scontato.
Una lezione di resilienza
Oggi Grimaldi guarda ai suoi inizi con occhi e pensieri di gratitudine. Le difficoltà di ieri sono diventate lo strumento con cui oggi incoraggia le persone che lavorano ogni giorno all’interno del CSR.
La sua storia ci ricorda, quindi, che la cooperazione sociale non è soltanto un’erogazione di servizi, ma invece un legame profondo dove chi aiuta e chi viene aiutato crescono insieme, migliorandosi a vicenda, un piccolo passo alla volta.l
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