Giacomo, il barbecue e il Mondiale di carne alla griglia in America
Il 38enne di Campogalliano rappresenterà l’Italia in Florida: «Porterò con me anche i sapori della tradizione»
CAMPOGALLIANO. Nonostante premi e riconoscimenti internazionali, si definisce semplicemente «un papà con la passione della griglia». Un passato da bassista, campione di judo e una voglia inesauribile di scoprire cose nuove: è questa la storia di Giacomo Gaudiomonte, 38 anni, modenese di Campogalliano, pronto a rappresentare l'Italia ai Mondiali di Barbecue in Florida (a marzo del prossimo anno) dopo aver conquistato il prestigioso Golden Ticket grazie alla vittoria in una gara internazionale in Slovenia.
Una grande passione
La sua avventura nel barbecue nasce quasi per caso, quindici anni fa, durante un viaggio di lavoro in Canada: «Un collega mi portò in un barbecue joint. Ordinai delle costine e, al primo morso, pensai mi avessero servito un bollito: erano così morbide che non riuscivo a crederci. Il proprietario mi accompagnò nel retro e mi mostrò un affumicatore gigantesco: quelle costine stavano cuocendo dalle sei del mattino. In quel momento mi si è aperto un mondo: la nostra grigliata è rapida e a fuoco vivo, il vero barbecue richiede tempo, pazienza e profonda tecnica».
Anni di studio
Da quella folgorazione iniziale sono nati anni di studio rigoroso, prove costanti e competizioni ad altissimo livello. Oggi Giacomo Gaudiomonte è uno dei principali interpreti del barbecue competitivo in Italia e giudice nei più prestigiosi circuiti internazionali. Un percorso straordinario che lo ha decretato più volte campione italiano nella cottura della bistecca perfetta (SCA), raggiungendo punteggi da record che lo posizionano stabilmente tra i migliori performer d'Europa. Un mondo che per lui resta un hobby, ma vissuto con una passione enorme e profonda.
Per Gaudiomonte, però, il barbecue è molto più di una semplice tecnica di cottura: «Un buon barbecue nasce da un'ottima materia prima e da una buona tecnica, ma soprattutto dal rispetto profondo per l'animale che ha donato la sua vita per nutrirci», spiega il Pitmaster.
Questo approccio si traduce in un rifiuto categorico degli sprechi, dove ogni singolo scarto viene valorizzato e riutilizzato in cucina. Per il campione di Campogalliano, infatti, la sostenibilità e la qualità della carne devono sempre venire prima della quantità che finisce sulla griglia.
Un pezzo di Modena
«Sono cresciuto a Modena, ma mi sono trasferito a Campogalliano dove ormai vivo da sette anni». E così, pur facendo propria la metodologia della tradizione americana, Gaudiomonte non dimentica mai le sue radici, portando sempre con sé un pezzo di Modena: «Studiamo le tecniche, ma poi ognuno ci mette la propria identità».
Una filosofia che si riflette soprattutto nelle gare "ancillary" - le competizioni accessorie dove a essere premiati sono la creatività e il gusto- dove il Pitmaster valorizza i piatti, dalle meatball agli hamburger, ad esempio con il tocco dell'aceto balsamico tradizionale.
Impegno quotidiano
A Modena Gaudiomonte è vicepresidente di Italian Barbecue APS, la prima associazione di promozione sociale dedicata a questo mondo. Parallelamente porta avanti Smoke King, progetto nato su YouTube durante il Covid e oggi sviluppato attraverso corsi, eventi e canali social e vlog delle sue gare. L'obiettivo è trasmettere la tecnica e diffondere la cultura del barbecue anche in Italia, così da avvicinare sempre più persone a questa disciplina e creare una community di appassionati che si scambiano consigli.
La sfida americana
Se durante le gare la concentrazione è assoluta, fuori dalla griglia prevale lo spirito di condivisione: «Siamo avversari solo quando si accendono i barbecue – sono ancora le parole di Giacomo Gaudiomonte – Prima e dopo siamo tutti amici, ci aiutiamo e impariamo gli uni dagli altri». E anche se in Florida dovrà convincere alcuni dei giudici più severi del mondo, Gaudiomonte sorride: «I giudici più difficili restano i miei familiari e il mio nipotino».
Adesso la sfida si sposta in America, e il sogno, ammette, è quello di tornare a casa con un titolo mondiale. «Ma la vittoria più bella resta quella di continuare a raccontare un barbecue fatto di rispetto, passione e convivialità».
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