L’estate fredda dei luna park al mare: «Le famiglie in vacanza non hanno più soldi per le giostre»
Crisi profonda per il settore dello spettacolo viaggiante: meno ricavi e costi energetici alle stelle. Degli Innocenti (Confesercenti Modena): «Servono tariffe agevolate per le attività itineranti»
MODENA. Le tradizionali giostre estive che da decenni animano le serate della Riviera Adriatica – da Lignano Sabbiadoro a Jesolo, fino a Cervia, Rimini, Riccione e Cattolica – e dei principali distretti turistici del litorale tirrenico registrano una preoccupante contrazione dei ricavi nella stagione estiva in corso. Quello che per generazioni di turisti e famiglie ha rappresentato un appuntamento fisso nel dopocena balneare, si trova oggi ad affrontare una flessione stimata tra il 20% e il 35% rispetto alle stagioni precedenti, testimoniando in modo netto il logoramento del potere d’acquisto reale del ceto medio.
Le ragioni della crisi
La principale causa del calo delle presenze nei luna park estivi risiede nella rimodulazione forzata delle spese domestiche. L’effetto combinato dei rincari del carburante (benzina e gasolio), dell'energia elettrica e del gas, unitamente all'aumento generale dei prezzi dei beni alimentari e delle tariffe ricettive, ha ridotto drasticamente la quota di spesa disponibile destinata alle spese non obbligatorie e al tempo libero. «Se negli anni passati la passeggiata serale tra le giostre si traduceva nell’acquisto di più gettoni per ogni bambino, oggi la situazione è cambiata: le famiglie limitano le uscite a una sola serata per vacanza, spesso accontentandosi di guardare invece di comprare i gettoni per le attrazioni, oppure limitandosi a un singolo giro per attrazione», afferma Eros Degli Innocenti, di Ansva Confesercenti Modena. Gli esercenti dello spettacolo viaggiante si trovano stretti in una tenaglia economica complessa. Da un lato vi è la contrazione della domanda, dall’altro l’esplosione dei costi operativi e di gestione. Il carburante necessario per la movimentazione dei tir e dei convogli logistici ha inciso con aumenti fino al 40% sui costi di trasferimento da una località all'altra. Ma non solo, anche l’elettricità ha un peso. Le attrazioni moderne richiedono un elevato assorbimento energetico, di conseguenza le bollette per l’alimentazione dei motori e dell’illuminazione hanno raggiunto livelli record. Anche l’assenza di agevolazioni comunali uniformi influisce sul bilancio degli operatori, i quali si trovano nell'impossibilità di trasferire i maggiori costi sul prezzo finale del biglietto per evitare la fuga definitiva del cliente finale.
Come salvare lo spettacolo viaggiante
«Non possiamo e non vogliamo alzare il prezzo del biglietto, perché significherebbe escludere del tutto le famiglie con bambini» continua Eros Degli Innocenti. «Ma con i costi dell’energia elettrica e dei trasporti raddoppiati e le famiglie che contano ogni singolo euro, i nostri margini si sono azzerati. Le giostre non sono solo un'impresa commerciale, ma un presidio di socialità e gioia per l'estate italiana. Servono interventi urgenti per rilanciare il potere d’acquisto delle famiglie e, per quanto riguarda lo spettacolo viaggiante, occorre l’accesso a tariffe energetiche agevolate per le attività itineranti, che devono essere riconosciute come attività d’interesse sociale e culturale. Inoltre vanno promosse da parte delle istituzioni locali convenzioni integrative e coupon promozionali “famiglia” in sinergia con hotel, campeggi e stabilimenti balneari. Preservare il settore dello spettacolo viaggiante significa tutelare un patrimonio culturale e di intrattenimento storicamente legato all'identità delle vacanze italiane, garantendo che il diritto al gioco e alla spensieratezza dei bambini e delle famiglie rimanga accessibile a tutti», conclude Eros Degli Innocenti.
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