Gazzetta di Modena

Modena

Minacce al sindaco Mezzetti

«Mezzetti, fai la fine di Aldo Moro» Scaricato da Giovanni Esposito e dal comitato, Daniele Brandoli

di Luca Gardinale
«Mezzetti, fai la fine di Aldo Moro» Scaricato da Giovanni Esposito e dal comitato, Daniele Brandoli

Anche il fratello di Monica, la 55enne morta per le conseguenze dell’attentato del 16 maggio in via Emilia centro, condanna le minacce del 57enne al sindaco

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MODENA Condanna il “post” senza se e senza ma, nonostante l’amicizia di vecchia data e l’appartenenza al comitato. Giovanni Esposito, fratello di Monica, la 55enne morta per le conseguenze dell’attentato del 16 maggio in via Emilia centro, condanna senza riserve il contenuto del messaggio social di Daniele Brandoli, il 57enne modenese che sabato scorso ha auspicato che il sindaco Massimo Mezzetti «faccia la fine di Aldo Moro». Parole irricevibili.

La distanza presa da Giovanni Esposito

Una presa di distanze netta da quel messaggio arriva anche da Esposito e dal suo legale, l’avvocato Deborah De Cicco: «Il mio assistito Giovanni Esposito prende pubblicamente le distanze dal contenuto del post di Brandoli apparso su Facebook - spiega l’avvocato - e chiedo fermamente che non venga nuovamente strumentalizzato il nome del mio assistito, da parte di chiunque. Il signor Brandoli ha ritenuto di menzionare il mio assistito e il suo comitato nelle sue dichiarazioni successive al post, ma Giovanni Esposito non lo ha mai autorizzato a ciò, e ci teniamo soprattutto a dire - perché non si crei la benché minima confusione - che il mio assistito non ha nessun coinvolgimento nel post scritto e pubblicato personalmente da Brandoli e del quale solo quest’ultimo si assumerà ogni eventuale conseguenza legale».

Amicizia di vecchia data

Una precisazione nata attorno alle dichiarazioni di Brandoli, che ha fatto sapere di conoscere da sempre la famiglia Esposito e di far parte del comitato “Giustizia e Verità”, fondato da Giovanni dopo l’attentato del 16 maggio. «Vorrei inoltre precisare - riprende l’avvocato De Cicco - che anche il comitato “Giustizia e Verità” fondato dal mio assistito condanna il post di Brandoli, e racchiude al suo interno tanti cittadini perbene che hanno solo inteso esprimere solidarietà a Giovanni per la tragica morte di sua sorella e alla ricerca della verità, la cui immagine non va lesa, non si tratta di facinorosi. Prego tutti ancora una volta di non strumentalizzare il nome del mio assistito, adesso il suo primario interesse ed il mio come suo difensore è quello di appurare la verità e fare valere le ragioni di familiare nel processo contro l’attentatore».

Le parole di Esposito

Un concetto ribadito dallo stesso Giovanni Esposito: «Non nego di conoscere Brandoli da molti anni - spiega il fratello di Monica e fondatore del comitato “Giustizia e Verità” - siamo amici di famiglia di vecchia data, ma questo non deve autorizzare nessuno a sostenere e/o supporre un accostamento tra la mia persona e il post pubblicato contro il sindaco, di cui Brandoli risponderà personalmente. È noto che io abbia espresso più di una volta il mio dissenso sulla gestione attuale della città - incalza il fondatore del comitato - e abbia detto di essere stati trascurati dalle istituzioni locali come famiglia Esposito, richiedendo un colloquio con il sindaco mai realizzato, ma mai mi sarei permesso di minacciare o intimidire qualcuno, men che meno le istituzioni o il sindaco».l

 

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