Gazzetta di Modena

Modena

Il caso

«Quel condizionatore spara aria bollente dentro casa mia»: la denuncia di un invalido a Mirandola

di Manuel Marinelli

	Il motore del condizionatore del negozio è vicino alla finestra di casa dell'invalido
Il motore del condizionatore del negozio è vicino alla finestra di casa dell'invalido

Anche l’Ausl dà ragione al cittadino: «Il motore dell’impianto del negozio è troppo vicino alla finestra del suo appartamento e va spostato altrove»

3 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. Barricato in casa a causa del condizionatore di un negozio che spara aria calda nel suo appartamento. Vive in questa situazione ormai da mesi un uomo residente nel centro di Mirandola che preferisce rimanere anonimo quando ci racconta la sua storia.

Il caso del condizionatore

Secondo il residente, il macchinario si trova a circa 1 metro e 80 dalla finestra della camera da letto e a poco più di un metro e mezzo dalla finestra del bagno, proprio all’interno del cortile confinante con l’abitazione. Un impianto che, a suo dire, rimane in funzione per molte ore al giorno. Il risultato? Fino a tarda notte un getto d’aria calda esce dal compressore e arriva direttamente dentro l’appartamento. «Sono costretto a vivere barricato in casa», racconta, spiegando di non riuscire più ad aprire le finestre per cambiare aria e di aver progressivamente rinunciato anche a utilizzare il cortile. «La condensa del motore industriale - continua ancora l’uomo - non è canalizzata e gocciola incessantemente nel mio cortile privato, imbrattando il pavimento, creando pozze stagnanti e provocando infiltrazioni e muffe sulle pareti della mia zona notte. Sono un invalido civile al 35%: questa situazione sta distruggendo la mia salute. Sono un invalido civile riconosciuto con gravi patologie croniche all’apparato uditivo (disfunzione tubarica, deviazione del setto e un quadro compatibile con otosclerosi). Vivere con un compressore industriale che mi rimbomba nelle orecchie sta aggravando drammaticamente i miei deficit e mi provoca un costante stato di ansia e privazione del sonno».

L’ispezione dell’Ausl

Dopo aver sollecitato più volte l’intervento delle istituzioni, il Servizio igiene pubblica dell’Ausl di Modena ha effettuato un sopralluogo nell’abitazione. Durante l’ispezione, i tecnici hanno verificato la disposizione degli impianti e hanno rilevato che l’unità oggetto della segnalazione è collocata sulla parete opposta rispetto alle finestre dell’abitazione. Nella relazione si dà inoltre atto della presenza, sotto una piccola finestra del bagno, di un secondo impianto di climatizzazione destinato invece all’appartamento del residente. È soprattutto nelle conclusioni che il documento dell’Ausl assume rilievo. Secondo il Servizio di igiene pubblica, il posizionamento dell’unità esterna davanti alle finestre «aggrava notevolmente il problema», perché il macchinario scarica direttamente verso l’apertura aria calda, polveri e rumore, ostacolando la ventilazione naturale dei locali. L’Ausl evidenzia inoltre che la presenza dell’unità a meno di tre metri costituisce un ostacolo all’affaccio esterno senza impedimenti visivi o fisici. Per queste ragioni, l’Ausl raccomanda lo spostamento dell’unità esterna in una posizione conforme. Al tempo stesso, precisa che gli eventuali accertamenti di carattere edilizio e i provvedimenti conseguenti spettano all’amministrazione comunale, così come la verifica delle cause dell’aumento dell’umidità interna lamentato dal residente.

(Ha collaborato Francesco Barbieri)

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google