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Omicidio di Montese: «La moglie di Daouda non voleva stare in Italia. Progettava di trasferirsi in Francia»

di Manuel Marinelli
Omicidio di Montese: «La moglie di Daouda non voleva stare in Italia. Progettava di trasferirsi in Francia»

L’amico della vittima rivela il rapporto difficile tra la coppia: «La madre di Daouda era contraria alle nozze»

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MONTESE. «Lei voleva venire in Europa, anche la sua famiglia era contenta perché in quel modo avrebbe potuto mandare un po’ di soldi a casa, in Africa. Ma non voleva stare con Daouda e infatti progettava di andare in Francia».

Il matrimonio combinato da un imam


Lei è Fatime Sidibè, la 21enne ivoriana accusata di aver ucciso il marito Daouda Sangarè, 31, nella loro casa di Montese lo scorso 2 agosto. A parlare è invece un amico della famiglia Sangarè, ivoriano emigrato in Italia. Non conosceva Daouda di persona, ma ha saputo parecchie cose del rapporto tra i due coniugi, frutto di un matrimonio combinato. «È stato un imam a organizzare il tutto – racconta l’amico, che per tutelarsi preferisce rimanere anonimo – Fatime era una delle sue migliori studentesse, intelligente, educata e soprattutto molto credente e dedita allo studio del Corano. Così l’imam ha presentato la ragazza (che voleva andare in Europa) alla mamma di Daouda, spiegandole che sarebbe stata perfetta da dare in moglie al figlio, in Italia dal 2015. La mamma era molto felice, ne ha parlato a Daouda che è tornato per conoscerla nel 2024».

La mamma cambia idea sulle nozze



E fin qui nulla di strano: il matrimonio combinato è una prassi ancora comune in Costa d’Avorio. Così Daouda ritorna in Italia felice: tra poco si sarebbe sposato. Ma poco dopo la famiglia Sangarè fa marcia indietro. «La mamma nel frattempo aveva saputo che quella ragazza, Fatime, aveva brutte frequentazioni. Insomma, si era messa di mezzo alle nozze, non voleva più che suo figlio sposasse la giovane – continua l’amico –. Ma il cuore di Daouda ormai batteva per lei: lui era innamorato, lei voleva sposarlo per raggiungere l’Italia, cambiare la sua vita. Entrambi, infatti, provengono da famiglie povere, non hanno molti soldi. E così, nonostante la contrarietà della famiglia Sangaré, Daouda ha sposato Fatime di nascosto: un matrimonio lampo, giusto il tempo del rito, le foto e di fare i documenti necessari per tornare in Italia. La mamma ha scoperto tutto solo quando Daouda è rientrato a Montese con sua moglie. Era contrariata, ma ha comunque augurato il meglio ai due».

Il rapporto difficile

Il rapporto tra i due mostra segni di cedimento già dopo pochi giorni
«Fatime ha detto a Daouda che voleva andare in Francia, dove aveva alcuni amici e, soprattutto, perché lei conosce il francese. Lui c’è rimasto malissimo. Aveva capito tutto: sua moglie non ne voleva sapere di stare a Montese con lui. Ha provato a convincerla ma non c’era nulla da fare». E così arriviamo al fatidico 2 agosto, giorno in cui Daouda Sangarè viene ritrovato morto nella sua casa di Montese. «Poche ore prima lui aveva telefonato alla madre, le aveva detto che sua moglie voleva andare via. E poi è successo quello che tutti sappiamo. La famiglia di Daouda è distrutta, sua mamma piange tutto il giorno e non riesce a fare altro. Sto organizzando una raccolta fondi per far venire la mamma qui, vuole vedere il corpo di suo figlio.
Fatime Sidibè rimane in carcere al Sant’Anna con l’accusa di omicidio del marito. Interrogata, ha sempre riferito agli inquirenti che a uccidere Daouda sarebbe stato qualcun altro entrato nell’appartamento mentre dormivano, non lei.
 

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