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Chi ama l’Appennino lo rispetta: 10 regole per un turismo più consapevole in sintonia con la montagna


	Escursioni in montagna, ecco le regole da rispettare
Escursioni in montagna, ecco le regole da rispettare

Il decalogo “Montagna da vivere” realizzato dall’Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem)

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MODENA. La montagna italiana continua ad attirare milioni di visitatori alla ricerca di aria fresca, panorami spettacolari, sport all’aria aperta e qualità della vita. E mai come quest’anno si può dire che l’Appennino modenese abbia fatto la parte del leone, visto i sold out negli alberghi e case prese in affitto nelle nostre località. Ma dietro sentieri, rifugi e vette non ci sono soltanto luoghi da fotografare o mete per una gita domenicale. Ci sono comunità che abitano e custodiscono questi territori ogni giorno dell’anno. È da questa consapevolezza che nasce la campagna “Montagna da vivere” lanciata da Uncem, l’Unione nazionale comuni comunità enti montani, nell’estate 2026. Un messaggio semplice ma potente: la montagna non è un parco divertimenti naturale, bensì uno spazio di vita che merita rispetto, attenzione e partecipazione. Negli ultimi anni le aree montane sono tornate al centro dell’interesse turistico. Le temperature più miti durante i mesi estivi, la ricerca di ambienti naturali e il desiderio di allontanarsi dalle città hanno favorito una crescita delle presenze in molti comprensori alpini e appenninici. Secondo Uncem, però, è necessario superare una visione puramente turistica dei territori montani. Dietro ogni valle ci sono persone che lavorano, amministrano, allevano, coltivano e mantengono vivi servizi essenziali spesso in condizioni più difficili rispetto ai centri urbani.

  1. Conoscere dove si va - Il primo consiglio per chi sceglie la montagna è dunque quello di informarsi prima della partenza: conoscere il territorio, le sue caratteristiche, i regolamenti locali e le modalità di accesso significa compiere il primo passo verso una frequentazione rispettosa e consapevole.
  2. Escursioni sì, ma sicure - La montagna offre infinite opportunità per praticare attività all’aria aperta: trekking, mountain bike, arrampicata, corsa in altura e passeggiate panoramiche. Tuttavia l’ambiente montano presenta caratteristiche che richiedono preparazione e prudenza. La campagna Uncem invita gli escursionisti a scegliere percorsi adeguati alle proprie capacità fisiche e tecniche, evitando di sottovalutare dislivelli, tempi di percorrenza e condizioni meteorologiche.
  3. Prima di partire - Prima di partire è buona norma: studiare attentamente il percorso; verificare le previsioni del tempo; dotarsi dell’attrezzatura adeguata; comunicare l’itinerario a familiari o amici; portare con sé acqua e dispositivi utili in caso di emergenza. Un comportamento responsabile permette di vivere pienamente l’esperienza della montagna senza mettere a rischio la propria sicurezza e quella di chi potrebbe essere chiamato a eventuali operazioni di soccorso.
  4. Un caffè (almeno) al bar - Tra i messaggi più significativi della campagna c’è quello che riguarda il sostegno alle economie locali. Nei piccoli centri montani ogni attività commerciale svolge una funzione che va ben oltre il semplice aspetto economico. Il bar del paese, il negozio di alimentari, la bottega artigiana o il ristorante rappresentano spesso punti di aggregazione sociale e servizi indispensabili per residenti e visitatori. Per questo Uncem invita a consumare nei locali del territorio e a scegliere prodotti tipici e filiere locali. Fermarsi per un pranzo in una trattoria di montagna, acquistare formaggi da un produttore locale o fare la spesa nel negozio del paese significa contribuire concretamente alla vitalità economica della valle. Piccoli gesti che, moltiplicati per migliaia di visitatori, possono fare una grande differenza.
  5. Comprare in valle - Lo slogan “Compra in valle” rappresenta uno dei cardini dell’iniziativa. Molte aree montane convivono da anni con problemi di spopolamento, invecchiamento della popolazione e riduzione dei servizi. Un turismo che genera valore economico sul territorio può diventare uno strumento importante per contrastare questi fenomeni. Acquistare prodotti locali, prenotare attraverso canali territoriali e scegliere imprese che operano stabilmente in montagna consente di mantenere ricchezza e occupazione nelle comunità residenti. Il visitatore non è soltanto un ospite: può diventare un alleato dello sviluppo locale.
  6. Il paesaggio da rispettare - Quando si osserva una vallata, un alpeggio o un bosco ordinato si tende a pensare esclusivamente alla natura. In realtà il paesaggio montano è spesso il risultato di un equilibrio costruito nei secoli tra attività umane e ambiente.Prati, terrazzamenti, pascoli, sentieri e borgate esistono grazie al lavoro di generazioni di abitanti che hanno modellato il territorio e continuano a prendersene cura.
  7. Lasciare pulito - Per questo rispettare la montagna significa anche: non lasciare rifiuti; non uscire dai sentieri tracciati; rispettare proprietà private e aree agricole; non disturbare animali domestici e selvatici; mantenere comportamenti corretti verso residenti e altri visitatori. Ogni gesto contribuisce alla tutela di un patrimonio naturale e culturale unico.
  8. Non tutto è gratuito - La gestione dei crescenti flussi turistici comporta costi importanti per i Comuni montani. Manutenzione delle strade, parcheggi, navette, raccolta dei rifiuti, sicurezza e servizi di accoglienza richiedono investimenti continui. Per questa ragione Uncem invita a considerare con maggiore comprensione i servizi a pagamento presenti in molte località. Pagare un parcheggio o un servizio navetta non rappresenta soltanto un costo per il visitatore, ma può contribuire al finanziamento di infrastrutture e interventi necessari per garantire una fruizione sostenibile del territorio. L’obiettivo è evitare il sovraffollamento e migliorare la qualità dell’esperienza per tutti. La campagna “Montagna da vivere” propone, in definitiva, un cambio di prospettiva. Non più visitatori che consumano un luogo e poi lo abbandonano, ma ospiti che instaurano un rapporto più profondo con il territorio.
  9. Il rispetto prima di tutto - La montagna italiana ha bisogno di turismo, ma ha bisogno soprattutto di un turismo rispettoso, capace di generare valore per chi vive nelle vallate e nei borghi durante tutto l’anno. Scegliere un rifugio locale, acquistare prodotti del territorio, rispettare l’ambiente e utilizzare con responsabilità i servizi disponibili significa contribuire alla sopravvivenza di comunità che custodiscono paesaggi, tradizioni e culture preziose. Perché, come ricorda Uncem, le montagne non sono semplicemente luoghi da visitare: sono luoghi da vivere. E solo imparando a viverli con rispetto sarà possibile conservarli e valorizzarli anche per le generazioni future.
  10. Luoghi di vita - Quindi, riassumendo: «Siamo luoghi da vivere, luoghi di vita”: nel nuovo messaggio di agosto 2026 l’Uncem invita chi sceglie la montagna per le vacanze a conoscere i territori, rispettare ambiente e comunità e contribuire all’economia locale. Dallo sport alla ristorazione, dagli acquisti nei negozi di paese alla gestione dei parcheggi: ecco le regole per vivere la montagna in modo consapevole».

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