Cade sul marciapiede dissestato e si rompe il femore: «È stata un’odissea»
Per la 86enne prognosi di 2 mesi: «Dal Comune di Pievepelago neanche una parola»
PIEVEPELAGO. Prima la telefonata, quella telefonata degli infermieri per avvertire che era successo qualcosa di brutto alla nonna, e la risposta, molto naturale: «Ditemi solo che è viva». E poi la corsa a Baggiovara con l’elisoccorso, l’intervento e la prognosi di 60 giorni, con la vita che cambia anche per il resto della famiglia. Tutto questo per una brutta caduta su un marciapiede dissestato in paese.
La caduta
Succede a Pievepelago, dove il 31 luglio scorso è iniziata l’odissea della signora Grazia Pagliai, 86enne molto conosciuta in paese per essere stata maestra alle scuole elementari, mentre il marito, Gian Luigi Palmieri, era un geometra comunale. Una vita normale, quella della signora Grazia, indipendente e attiva, fino a quel giorno di fine luglio in cui, rientrando a casa dopo essere stata dalla parrucchiera, è inciampata sul marciapiede dissestato di via Ferrari, una lunga strada parallela alla centrale via Roma. Una bruttissima caduta: la signora è stata subito soccorsa dai passanti, che hanno chiamato il 118, che vista la situazione, tra ematomi e sangue perso, ha fatto arrivare l’elisoccorso, tanto che l’anziana è arrivata a Baggiovara in codice arancione. Il giorno dopo la donna è stata operata per la rottura del femore, per essere poi dimessa il 29 agosto, dopo un mese, con una prognosi di 60 giorni.
Il racconto della figlia
Ad assisterla sono state la figlia Gabriella Palmieri e la nipote, la dottoressa Alice Bagni, ostetrica al Policlinico di Modena: «È stata davvero dura - racconta la nipote - perché la caduta è stata bruttissima. Ma anche dopo le dimissioni non è finita, perché ora mia nonna, che è sempre stata autonoma, ha bisogno di un caregiver, tanto che mia madre ha dovuto utilizzare le ferie per andare a Pievepelago e assisterla». Ma oltre alle difficoltà da affrontare, la famiglia della signora Grazia è molto amareggiata per «non aver ricevuto alcun segno di vicinanza dal Comune - riprende la dottoressa Bagni - a differenza dei cittadini, che sia “dal vivo” che sui social hanno mostrato molta empatia, condividendo le loro preoccupazioni per una strada dissestata e pericolosa». Proprio sui social, non mancano i cittadini che affermano di essere caduti proprio in quel tratto di via Ferrari.
La mail al Comune
Perplessità che la nipote della signora Grazia ha messo nero su bianco in una mail inviata al Comune: «Non vogliamo alimentare polemiche - scrive - ma condividere una situazione che ci ha profondamente rammaricato. La signora Pagliai è cittadina di Pievepelago da oltre sessant’anni e, considerata la gravità dell’accaduto, con una prognosi superiore a 60 giorni, siamo rimasti sorpresi nel non ricevere alcun contatto da parte dell’amministrazione per informarsi sulle sue condizioni. Sappiamo che il personale del Comune si è recato sul luogo per effettuare le opportune verifiche: proprio per questo ci rammarica che non ci sia stato anche un semplice gesto di vicinanza umana, una telefonata per conoscere lo stato di salute della paziente. Riteniamo infatti che, al di là degli aspetti amministrativi e delle necessarie verifiche, non debba mai venir meno la sensibilità e attenzione verso le persone che si trovano ad affrontare situazioni particolarmente difficili. Siamo persone e non semplici pratiche amministrative, e un segno di partecipazione sarebbe stato sinceramente apprezzato».l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
