A Finale Emilia un giardino come quello del Museo Adachi: il maestro Hoshi dal Giappone per curarlo
Venti giardinieri al fianco del maestro Hiromi Hoshi per la nuova porzione del giardino “Adachi Style” nel vivaio Luca Garden. Il progetto, avviato lo scorso anno, si completerà in sette anni e sta già suscitando interesse oltre i confini italiani
FINALE EMILIA. Si è svolta a porte chiuse, dal 19 al 25 agosto, presso il vivaio Luca Garden di Finale, la realizzazione di una nuova porzione del giardino giapponese “Adachi Style”. A guidare i lavori il maestro Hiromi Hoshi, arrivato direttamente dal Giappone, affiancato da venti persone che hanno lavorato con lui alla costruzione di questa parte del progetto. Un lavoro fatto di gesti antichi, dove ogni pietra trova la sua posizione e ogni pianta il suo respiro. Il maestro Hoshi, tra i più giovani riconosciuti in Giappone dall’Associazione dei Maestri di Giardino Giapponese, ha trasmesso ai partecipanti una tecnica che si tramanda da secoli e una filosofia in cui il giardino è a tutti gli effetti un dipinto vivente. Il progetto porta il nome “Adachi Style” perché si ispira al giardino del Museo Adachi, a Yasugi, nella prefettura di Shimane. Quel giardino è considerato il più bello del Giappone: la rivista americana Journal of Japanese Gardening lo colloca al primo posto della sua classifica ogni anno dal 2003, oltre venti edizioni consecutive. È proprio da lì che è nata la visione di Luca Benassi, titolare di Luca Garden, che ha voluto portare quella stessa idea di bellezza a Finale. La notizia ha superato in fretta i confini nazionali: il progetto è stato condiviso e accolto con interesse all’interno di My Japanese Garden - European Association, il network europeo dedicato ai giardini giapponesi e alla cura degli alberi coordinato da Edzard Teubert, specialista di paesaggio e di tecniche giapponesi ed europee. Un segnale di quanto la cultura del verde sappia costruire ponti tra Paesi e tradizioni diverse.
La realizzazione appena conclusa è una tappa di un percorso più ampio: il giardino ha preso vita lo scorso anno e crescerà per sette anni, stagione dopo stagione, fino alla forma compiuta immaginata dal maestro. «Per me questo giardino è la realizzazione di un sogno. Quando ho visto per la prima volta il giardino del Museo Adachi ho capito che volevo portare quella stessa armonia qui, nella mia terra. Vedere il maestro Hoshi al lavoro con venti persone che condividono la stessa passione è il regalo più grande che potessi immaginare. Il nostro simbolo è un Daruma con un occhio solo: l’altro lo dipingerò io, il giorno in cui il giardino sarà finalmente completo», racconta Luca Benassi. A commentare questo passaggio è lo stesso maestro Hoshi: «Ogni volta penso alla stessa cosa: è straordinario vedere quanto interesse susciti la cultura giapponese, e in particolare il giardino giapponese, in persone che arrivano da Paesi diversi. Sono profondamente grato perché, ancora una volta, tanti giardinieri sono venuti ad aiutarmi mettendo a disposizione il loro tempo, le loro mani e la loro passione. Io non sono un grande esperto di giardini giapponesi, sono semplicemente un giardiniere giapponese. A volte insegno ciò che ho imparato nel mio percorso, ma allo stesso tempo imparo moltissimo dalle persone che lavorano insieme a me. Ci rispettiamo nel lavoro, conosciamo le nostre culture, condividiamo la gioia di creare qualcosa insieme e, passo dopo passo, costruiamo un giardino».
A dare forma a questa parte del giardino, insieme al maestro Hiromi Hoshi, sono state le mani di giardinieri e appassionati arrivati da Stati Uniti, Svizzera, Giappone e Italia. Un gruppo internazionale unito dalla stessa passione per l'arte del verde: Fabio Pappalardo, Federico e Omar con il team di Oltre il Verde (Matteo, Giovanni e Andrea), Nicola Maggi, Samuele Fanchin, Edoardo Coppini, Franco Gomez, Francheska Snyder, Jhonny Radice, Roberto Gambetta, Marco Tarozzo, Alessandro Di Fonzo, Alessandra Cauzo e altri ancora.
Il giardino “Adachi Style” si inserisce in un impegno più ampio a favore dei lavoratori del verde. Da agosto 2021 Luca Benassi è presidente del Gruppo Giardinieri di Modena e Reggio Emilia di Lapam, e proprio grazie a questo gruppo stanno nascendo numerose iniziative dedicate a chi lavora nel settore. Un modo per fare crescere competenze, cultura del verde e occasioni di formazione sul territorio. Il simbolo scelto per il progetto racconta tutto in una sola immagine: un Daruma con un occhio solo. Nella tradizione giapponese il Daruma rappresenta la perseveranza e il cammino verso un obiettivo. Si dipinge il primo occhio nel momento in cui si formula un desiderio o ci si pone una meta, e si completa con il secondo quando quella meta viene raggiunta. Il Daruma di “Adachi Style” ha per ora un occhio solo. L'altro lo dipingerà Luca Benassi il giorno in cui il giardino, tra sette anni, avrà preso la sua forma definitiva.
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