Gazzetta di Modena

Modena

La ricorrenza

Il primo anno di Radici Urbane: «Luogo dove mangiare e fermarsi»

di Ginevramaria Bianchi
Il primo anno di Radici Urbane: «Luogo dove mangiare e fermarsi»

Si festeggia sabato 12 settembre con un’edizione speciale di “Fuori Orario”

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Da un anno in città c’è una panetteria che sveglia i pendolari che percorrono la Vignolese con il caffè della moka e che, nelle pause pranzo, sfama gli studenti del Policlinico con le sue riletture della tradizione modenese. Un esempio? Se vi diciamo tortellini in brodo di pane, probabilmente, avrete già capito di chi stiamo parlando. Naturalmente di Radici Urbane, il laboratorio che in appena un anno ha conquistato i cuori di tantissimi modenesi. E che oggi spegne la sua prima candelina. E per festeggiare…

Ylenia Raimondi e Andrea Cappi, (fondatori dell’attività, ndr) come avete intenzione di festeggiare questo compleanno?

«Abbiamo deciso di celebrare questo primo anno sabato 12 settembre con un’edizione speciale di Fuori Orario, il format con cui prolunghiamo la giornata del laboratorio oltre il consueto orario per l’aperitivo. Come sempre ci saranno i nostri amici di Cesare ai cocktail, Mirco DJ alla musica, e alcune sorprese che stiamo preparando appositamente. Sarà soprattutto una festa per ringraziare le persone che in questo primo anno ci hanno scelto e hanno contribuito a creare la comunità che ruota intorno a Radici Urbane».

Una parola per descrivere questa prima candelina?

«Travolgente. In un anno abbiamo visto formarsi code fuori dal laboratorio, clienti diventare volti familiari, persone venire da fuori città per provare i nostri prodotti. Abbiamo anche ricevuto anche il riconoscimento "Due Pani" del Gambero Rosso, una soddisfazione incredibile che premia il lavoro quotidiano di tutta la squadra e ci spinge a migliorarci. Anche perché il nostro obiettivo non è fare un pane da premio: ma un pane che le persone abbiano voglia di mettere in tavola ogni giorno».

Quali sono le novità o le aspettative per il secondo anno di attività?

«Il secondo anno sarà soprattutto un anno di consolidamento. Non vogliamo perdere quello che ha funzionato nel primo anno, ma vogliamo anche portare qualche novità, anche se non possiamo parlarne ancora...».

Cosa piace di più ai clienti?

«Siamo fortunati perché il nostro menù piace un po’ tutto. Dovendo scegliere, direi la Veneziana Pesca Dolce e il Panino Tortellino che offriamo in coppia con il brodo per l’inzuppo. Piace molto anche l’idea di avere un dolce da colazione speciale, in quantità limitate, ogni venerdì e sabato».

Quale sarà il prossimo piatto tipico modenese che verrà rivisitato sotto forma di pane?

«Ci sbilanciamo dicendo che abbiamo in serbo un panettone davvero spaziale per Natale».

Cosa vi rende diversi dagli altri panifici?

«Il fatto che siamo un luogo: un luogo in cui quale fermarsi, fare colazione, pranzare, bere gratuitamente un caffè dalla nostra moka, conoscere chi sta dietro al banco o tornare la sera per un Fuori Orario. E poi, direi il nostro rapporto con la tradizione. Siamo a Modena e vogliamo che questo si senta, attraverso prodotti, estetica e linguaggi. Forse è proprio da qui che viene il nome Radici Urbane: avere radici molto precise, ma provare continuamente a capire dove possono portarci». l

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google