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Maltrattamenti sui bimbi dell’asilo, maestra denunciata dai genitori

di Manuel Marinelli
Maltrattamenti sui bimbi dell’asilo, maestra denunciata dai genitori

L’accusa: «I nostri figli strattonati e chiusi in bagno al buio», l’amministrazione collabora con le autorità

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CASTELFRANCO. Le punizioni umilianti, la “sedia della camomilla”, poi gli strattoni e le cadute “accidentali”.

Non è esattamente il metodo Montessori quello applicato da una maestra di un asilo a Castelfranco, denunciata da un gruppo di genitori dopo aver ascoltato i racconti dei figli rientrati a casa, chi con qualche escoriazione, chi piangendo e dicendo che all’asilo non ci voleva più andare. Tutto avrebbe avuto inizio la scorsa primavera, più precisamente a marzo.

«Mio figlio diceva che se non dormiva la maestra si arrabbiava – si legge nella denuncia presentata da uno dei genitori – lo tirava e lo faceva cadere, oltre a costringerlo a rimanere seduto sulla “sedia della camomilla”. È capitato che lo sgridassero con violenza inaudita dopo che era scappato, invece che rassicurarlo e senza avvisarci di quanto accaduto. E mio figlio tornava spesso da scuola con graffi e lividi». Poi ad aprile l’episodio più grave.

«Un giorno ho ritirato il piccolo dall’asilo, dopo pochi metri in auto ha iniziato a dire di avere male alla testa perché la maestra lo aveva fatto cadere a terra. Poco prima la stessa mi aveva detto che “mio figlio è un amore di bambino e si comporta benissimo”. Allora ho chiesto spiegazioni, la maestra si è giustificata dicendo che lo stava rialzando, le era scappata la mano e lui aveva sbattuto la testa... ma non si era fatto niente, per questo non me lo aveva riferito. Sono voluto andare fino in fondo alla questione, e altre persone che lavorano nella scuola mi hanno confermato quanto temevo: “lei maltratta i bambini, stava quasi per spezzargli una spalla tanto che un’altra maestra è dovuta intervenire per fermarla” mi è stato riferito».

Il confronto tra genitori

Il papà ha così deciso di consultare altri genitori della classe, trovando ulteriori conferme: anche i loro figli dicevano che qualcosa, con quella maestra, non andava.

«Un giorno sono andato a riprendere la mia bambina e l’ho trovata insieme alle bidelle, la stavano medicando al fianco destro, aveva delle escoriazioni. La maestra ha risposto che non ne sapeva nulla. Due giorni dopo mia figlia ha iniziato a dire di non voler più andare a scuola, perché era stata strattonata e chiusa al buio in bagno. Mi ha anche riferito che la maestra avrebbe messo il sale sulla lingua ai bambini che dicevano le parolacce. A quanto pare la maestra avrebbe scelto mia figlia come capro espiatorio, rimproverandola e urlandole contro anche quando lei non fa nulla e rimane in silenzio a sedere».

«Massima collaborazione alle autorità competenti»

I genitori chiedono alla procura di svolgere tutti gli accertamenti del caso e di procedere contro la maestra per il reato di percosse. Pur non essendo un asilo gestito dal Comune ma dallo Stato, l’amministrazione, «nel pieno rispetto del riserbo imposto dalle indagini, ha garantito la massima collaborazione alle autorità competenti, nell’interesse dell’accertamento della verità».

Con il rientro a scuola imminente cresce la preoccupazione da parte dei genitori, che confidano in un rapido intervento dei carabinieri e della procura affinché i loro figli possano tornare a scuola col sorriso e non con la paura.

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