A Piandelagotti la “Casa più fiorita d’Italia” che attira migliaia di visitatori ogni estate
Claudio Caselli, 74 anni, insieme alla moglie Elena, 54, da anni trasforma la propria abitazione in una gigantesca tavolozza di colori
FRASSINORO. «Abbiamo iniziato sei o sette anni fa, io e mia moglie, quasi per gioco e sicuramente per passione. Poi, estate dopo estate, questa cosa è cresciuta sempre di più. Adesso vengono persone da tutta Italia e anche turisti stranieri. Arrivano da lontano, ci fanno domande, vogliono sapere la storia di questa casa, chiedono consigli sui fiori e su quanto possono durare. È diventata una vera attrazione».
Visitatori curiosi
A parlare è Claudio Caselli, 74 anni, che insieme alla moglie Elena, 54, da anni trasforma la propria abitazione di Piandelagotti in una gigantesca tavolozza di colori. Un milione di fiori che ogni estate richiama migliaia di visitatori e che lo scorso anno ha portato alla Casa Fiorita il titolo di “Casa più fiorita d’Italia”, assegnato dal marchio nazionale Comune Fiorito. «Tutto è nato soprattutto dopo il Covid – racconta Claudio –. Abbiamo cominciato a dedicarci sempre di più a questo progetto e ormai facciamo tutto noi. Piantiamo, curiamo, sistemiamo e realizziamo anche le sculture. I primi fiori li mettiamo a dimora all'inizio di giugno e poi continuiamo a seguirli per tutta l’estate. I costi dipendono da quello che decidiamo di fare, ma non sono un vero problema: lo facciamo perché ci piace». Sono ormai migliaia le persone che ogni estate si fermano a Piandelagotti per ammirare la distesa di fiori. «Sono venuti anche dalla Sicilia – racconta Caselli –. E ci sono stranieri che arrivano da Paesi lontani. Ci chiedono che varietà utilizziamo, quanto durano, come curarle e quali combinazioni possono funzionare. Noi raccontiamo quello che sappiamo e ci scambiamo consigli».
Il successo della Casa Fiorita
Tra le tante storie che passano davanti alla Casa Fiorita ce ne sono alcune che hanno un significato particolare. «Ci è capitato di vedere arrivare persone anziane che magari facevano fatica a muoversi, portate dai familiari. Oppure bambini malati, accompagnati qui per regalare loro qualche momento di felicità. Queste sono le cose che ci fanno più piacere. Quando capisci che quello che fai può regalare un sorriso a qualcuno, allora capisci che ne vale davvero la pena». Non mancano, però, anche gli episodi meno piacevoli. «A volte troviamo i fiori sporchi, bottiglie buttate, qualche rifiuto. Dispiace, soprattutto perché dietro ogni fiore c’è tanto lavoro. Però sono episodi che non cancellano tutto il resto». Tra le novità di quest’anno c’è anche un curioso esperimento con alcune ortensie bianche, sottoposte a stimoli musicali attraverso un dispositivo. «Ci siamo informati e abbiamo scoperto che esistono studi sulla sensibilità delle piante agli stimoli esterni. È stato un esperimento che ha incuriosito tantissimo le persone». Il vero spettacolo, però, resta quello delle fioriture. «Qui il clima è particolare – spiega Claudio –. L’inverno dura più a lungo rispetto ad altre zone e l’estate è più corta. Per questo abbiamo dovuto scegliere con attenzione le varietà, cercandone anche alcune all’estero e adattandole alle condizioni di Piandelagotti. L'obiettivo è avere fioriture che si susseguono dalla tarda primavera all'estate e fino all'inizio dell'autunno». Un lavoro quotidiano che ha trasformato una casa privata in una vera attrazione per il paese, da sempre conosciuto per l’ambiente, l’Appennino e lo sci nordico. l
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