Gazzetta di Modena

Modena

La querelle

Mezzetti replica a Giovanni Esposito: «Sciacallo? Non l’ho mai detto»

Mezzetti replica a Giovanni Esposito: «Sciacallo? Non l’ho mai detto»

Il sindaco di Modena replica dopo che il fratello di Monica ha annunciato di averlo denunciato per diffamazione: «Attenzione alla calunnia»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Giovanni Esposito querela il sindaco Massimo Mezzetti per diffamazione aggravata dall’uso dei social. Il legale, Fulvio Orlando, replica, con un monito: attenzione ad attribuire a Mezzetti frasi mai pronunciate, perché il rischio, in quel caso, sarebbe la calunnia. Infine, interviene Deborah De Cicco, avvocato di Esposito, fratello di Monica, la 55enne morta dopo essere stata travolta in via Emilia Centro il 16 maggio dall’auto guidata da Salim El Koudri.
 

L’avvocato di Mezzetti

«Ho avuto modo di leggere quanto riportato dalla stampa circa la presentazione della querela a carico del sindaco – così l’avvocato Orlando – e devo annotare anzitutto che mai Mezzetti ha offeso o diffamato il signor Esposito e tantomeno ha utilizzato l’epiteto “sciacallo” che gli viene attribuito. Di ciò si può avere conferma dalla visione di entrambi i video richiamati e pubblicati sulle pagine social del sindaco. Va perciò sottolineato che laddove in querela si fossero attribuiti al sindaco epiteti mai pronunciati ciò costituirebbe un caso evidente di calunnia che è il delitto che si commette accusando taluno di un reato sapendolo innocente».

La replica


A replicare è Deborah de Cicco, avvocato che assiste Esposito: «Per quanto legittima una replica difensiva però non deve mai essere fuorviante e riportare pubblicamente dati non veritieri ed inesatti, ciò che la rende certamente non credibile». La notizia della denuncia presentata da Esposito, lo ricordiamo, è stata lanciata dall’Ansa: «Il mio assistito – prosegue De Cicco – non ha mai detto che Mezzetti lo ha definito espressamente pubblicamente “sciacallo” nel corso del consiglio comunale, ma a fronte delle dichiarazioni di Mezzetti, testualmente “Giovanni Esposito è in malafede” e “strumentalizza il dolore proprio e altrui”, il mio assistito ha dichiarato in Ansa che “sono stato descritto dal sindaco come un familiare manipolatore e sciacallo». Ecco quindi che De Cicco prosegue il suo intervento: «Sostenere il contrario, da parte di chiunque, è illegittimo perché ampiamente un dato falso. Invito il sindaco e il suo avvocato Orlando quindi a leggere con maggiore rigore il comunicato di Giovanni Esposito affidato ad Ansa Emilia Romagna. Il mio assistito ha inteso solo tutelare i suoi diritti e reputazione da un vero e proprio attacco ad personam, pedissequamente riportando, anche in querela, solo il virgolettato del sindaco allegando il video, e proprio non si comprende l’avvertimento di una denuncia per calunnia».

Il sindaco non ha argomentazioni


De Cicco poi allarga la sua dichiarazione a un altro tema: «Con ogni probabilità il sindaco non ha altre argomentazioni plausibili per giustificare il suo contegno irrispettoso e penalmente rilevante in danno del mio assistito, se non quella di rifugiarsi nel calderone della polemica politica, a cui il mio assistito è del tutto estraneo. Il mio mandato professionale è indipendente, l’ho già detto pubblicamente e non mi ripeterò ancora, ed il mio assistito, per quanto di ideali di estrema sinistra non ha mai avuto tessere di partito né tantomeno ambizioni di candidatura politica».

«Esposito scaricato dalla Destra»



Il legale puntualizza poi che «anche la Destra cittadina (Lega, FdI) abbia preso le distanze da Giovanni Esposito e, all’indomani della sua manifestazione in piazza del 29 luglio, l’abbia addirittura qualificata indecorosa. Giovanni Esposito non ha mai incontrato alcun dirigente di partito per cui francamente finiamola qui con la politica». E conclude: «Bene avrebbe fatto invece il sindaco a scusarsi pubblicamente e ad accordare finalmente a Giovanni e alla famiglia Esposito, tra cui una mamma anziana, il tanto anelato incontro e a manifestare solidarietà nel lutto, perché non esistono familiari della vittima di serie A e di serie B. Inoltre affermare pubblicamente “la dice ovviamente tutta sul rapporto di Giovanni Esposito con la famiglia” ha rappresentato poi un’incursione violenta nella sfera intima e relazionale inaccettabile e penalmente rilevante. Il video è stato allegato alla querela depositata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google