Spedizione punitiva a Concordia, in sei contro uno: «Mi hanno fracassato la mandibola»
Sufian Muhammad, la vittima 22enne: «Mi hanno colpito al volto poi accerchiato e pestato mentre ero a terra. È stato uno scambio di persona»
CONCORDIA. Un’aggressione brutale. Prima uno schiaffo per atterrare la vittima, un ragazzo di origini pakistane di 22 anni. Poi, da terra, calci e pugni nel costato e al volto. Sei contro uno, una vera e propria spedizione punitiva. È accaduto domenica 30 agosto a Concordia.
Il pestaggio
A raccontare la vicenda è la vittima dell’aggressione, Sufian Muhammad. «Ero in compagnia della mia fidanzata e una sua amica in piazza 29 maggio, nei pressi della palestra comunale. All’improvviso è arrivata un’Opel nera dalla quale sono usciti sei uomini dell’Est Europa, non li conoscevo. Si sono avvicinati, uno di loro ha urlato “L’altro giorno hai offeso mio cognato”. Mi ha sferrato uno schiaffo, sono caduto all’indietro. Poi, da terra, mi hanno colpito con calci e pugni. Miravano alla faccia, ho perso i sensi. Finito il pestaggio, la mia fidanzata e l’amica hanno chiamato un’ambulanza. Sono stato trasportato d’urgenza al Policlinico, mi hanno dimesso con 30 giorni di prognosi». Muhammad subisce un intervento chirurgico: «Ho rimediato una frattura scomposta della mandibola. Ho provato un dolore lancinante, gradualmente mi sto riprendendo. Lo shock del trauma, tuttavia, rimane. Io non so chi fossero, non conoscevo quegli uomini, e non ho mai offeso nessuno. Ho fatto denuncia ai carabinieri fornendo le descrizioni dei soggetti che mi hanno aggredito ora chiedo giustizia».
Possibile scambio di persona
Alla base del violento episodio, secondo Muhammad, c’è uno scambio di persona. E qui bisogna tornare al 23 agosto: un uomo di 50 anni stava passando in bicicletta nei pressi della palestra, quando si è fermato per salutare un amico e offrire una sigaretta. Neanche il tempo di scambiare due parole e l’uomo si è ritrovato attaccato da un cane di grossa taglia, partito pare su ordine del padrone. Uno scambio rapido, in lingua straniera, al termine del quale l’animale si è scagliato contro il 50enne. La vittima si è poi recata al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, dove il personale medico l'ha visitata e in seguito dimesso con una prognosi di 10 giorni a causa delle ferite riportate dall’aggressione del cane. «Io conoscevo entrambi, sia il proprietario del cane che la vittima dell’aggressione – continua Muhammad –. Quest’ultima mi ha chiesto se potessi fornire i certificati vaccinali del cane per accertare che non corresse il rischio di contrarre malattie, mi ha chiesto di fatto di fare da “tramite”. Io mi sono opposto, non volevo entrare nella faccenda, ma evidentemente alcuni amici della vittima hanno eseguito una sorta di spedizione punitiva verso il proprietario del cane, pensavano fossi io. E così è avvenuta l’aggressione, nonostante non c’entrassi nulla. È stato uno shock».
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