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Il raggiro

Monta queste penne e metti like, ti ricompensiamo ad alto livello. Ma è una truffa da 10mila euro

di Ginevramaria Bianchi
Monta queste penne e metti like, ti ricompensiamo ad alto livello. Ma è una truffa da 10mila euro

Vittima un modenese: contattato su Telegram, finisce in una rete di falsi guadagni

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MODENA. Prima la promessa di un lavoro da fare da casa. Poi i piccoli incarichi: un like, una recensione, il montaggio di alcuni prodotti. Oppure l'acquisto di un articolo, con la garanzia di riavere il denaro versato e una commissione. Ogni attività sembra servire a sbloccare il pagamento successivo. Finché, raggiunta una certa cifra, i soldi… non tornano più. È così che un modenese si è ritrovato a perdere circa 10mila euro in una truffa online che sta circolando parecchio in questi giorni, partita prima da un'offerta di lavoro e proseguita poi su una falsa piattaforma che diceva di essere legata al colosso del commercio online Amazon. I fatti risalgono a circa una settimana fa.

«Mi davano 60 centesimi a penna»
 

L'uomo, che ha scelto di rimanere anonimo per tutelare la sua identità, racconta di essere stato contattato su Telegram con una proposta di lavoro nell'ambito dell'artigianato da fare da remoto. «Volevano che montassi delle penne – ci racconta –. La retribuzione indicata era di 60 centesimi per ogni penna. In pratica, mi chiedevano di assemblarne i pezzi, e di monetizzare sulla manodopera». Sembrava una fonte di guadagno allettante, e lui quindi accetta. Subito dopo viene fatto accedere a una piattaforma chiamata "Handmade di Amazon". Qui, gli vengono proposti diversi compiti con piccoli guadagni associati a ciascuna attività. Non c'è però una sequenza prestabilita di mansioni: di giorno in giorno viene richiesto di svolgere un'operazione per poter ottenere il pagamento e procedere con quella successiva. Tra i compiti ci sono i like agli articoli di altri utenti e le recensioni.

«Mi chiedevano di mettere like»

«Dovevo mettere "mi piace" a degli articoli perché così prendevano valore, e loro mi davano due euro alla volta, finché sono arrivato circa a una ventina di euro», spiega la vittima. Poi vengono introdotti i versamenti. In un caso, all'uomo viene chiesto di acquistare un braccialetto del valore di circa 35 euro, con la promessa di poter effettuare subito il reso e ricevere indietro la somma, più una commissione. «Assecondandoli ero riuscito a far su 100 euro», riferisce. È questo meccanismo a convincerlo a proseguire. Anche perché le richieste economiche diventano sempre più consistenti. E, di conseguenza, i suoi ipotetici guadagni. «A un certo punto, però, il denaro che dovevano restituirmi smette di arrivare – racconta il modenese –. E, quando chiedo spiegazioni, mi dicono che dovevo completare altri compiti e versare altri 4mila euro per poter sbloccare l’intera somma accumulata. Io mi rifiuto e loro mi bloccano». A quel punto l'uomo verifica la piattaforma e contatta direttamente Amazon. La risposta fa emergere l'inganno: il servizio nel quale era stato inserito non era una piattaforma ufficiale. «Telefonandogli ho scoperto che non c'era nessun sito parallelo al di fuori del loro. E così ho capito di essere stato truffato».

«Ho perso 10mila euro»



La denuncia è stata formalmente presentata martedì alla Polizia Postale. Tra gli elementi a disposizione degli investigatori al momento ci sono anche gli Iban utilizzati per ricevere i versamenti. L'uomo si è rivolto inoltre alla propria banca, che, riferisce, «avrebbe sì rilevato un'anomalia nelle operazioni, ma che non ha potuto fare niente per bloccarle perché i bonifici eseguiti erano istantanei». «Purtroppo mi sono fatto fregare e, tra una cosa e quell’altra, ci ho rimesso 10 mila euro. Spero solo che con la Polizia Postale, presso cui ho fatto denuncia, tramite l'Iban riesca a fare qualcosa per recuperare la somma».

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