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Furti a Sassuolo, commento choc contro il sindaco: «Dobbiamo sparare alle gambe ai ladri e a lui»

di Stefania Piscitello
Furti a Sassuolo, commento choc contro il sindaco: «Dobbiamo sparare alle gambe ai ladri e a lui»<br>

Scritto da una donna sotto un post Facebook del consigliere di Fratelli d'Italia Alessandro Lucenti, che prende le distanze: «Non la conosco la donna, ho subito cancellato tutto. Gesto da condannare» 

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SASSUOLO. «Dobbiamo armarci e sparare alle gambe a questi schifosi e poi al sindaco». È uno dei commenti comparsi in queste ore sui social, sotto un post Facebook del consigliere comunale di Fratelli d'Italia Alessandro Lucenti. Un commento lasciato da una donna sotto una foto pubblicata da Lucenti relativa a una spaccata su un’automobile in via XX Settembre. Un commento che ha, giustamente, indignato e preoccupato il sindaco Matteo Mesini e da cui Lucenti ha preso le distanze.

«Prima ancora della pubblicazione del post da parte del sindaco – sottolinea il consigliere – il commento era stato eliminato».

«Leggere quel commento – ha scritto il primo cittadino sui social – mi ha provocato innanzitutto una profonda delusione. E, lo ammetto, anche inquietudine. Non tanto perché quelle parole siano rivolte a me. Chi sceglie di fare il sindaco sa di esporsi alle critiche, alle contestazioni e anche agli attacchi più duri. Quello che mi colpisce è la facilità con cui si arriva a parlare di armi, di sparare alle persone, di violenza fisica». Mesini prosegue: «Trovo preoccupante che commenti di questo genere compaiano sotto i post di consiglieri comunali, cioè di persone che, pur nelle legittime differenze politiche, ricoprono un ruolo nelle istituzioni».

Il pensiero va al sindaco di Modena «che ha denunciato una grave minaccia ricevuta sui social. Episodi che devono farci riflettere prima che ci si abitui all’idea che il linguaggio della violenza possa diventare parte normale del confronto pubblico. Si può criticare un Sindaco. Si può essere arrabbiati, delusi, usare parole durissime. Ma c’è un confine che non dovrebbe mai essere oltrepassato: quello della violenza». Poi annuncia: «Quanto scritto sarà naturalmente segnalato alle autorità competenti. Non per impedire la critica né per cercare solidarietà personale, ma perché una minaccia di violenza non può diventare una normale forma di espressione sui social».

Il consigliere Alessandro Lucenti precisa: «In merito al commento apparso sulla mia bacheca Facebook, ritengo doveroso fare chiarezza. Il mio post riguardava esclusivamente l’ennesimo episodio di vandalismo avvenuto a Sassuolo, con un’auto danneggiata e un vetro rotto. Si trattava semplicemente della presa d’atto e della denuncia pubblica di un ulteriore episodio che la nostra città è costretta a subire, senza alcun altro commento o intento».

L’ex vicesindaco aggiunge: «La mia bacheca Facebook è aperta a tutti, anche a persone che non fanno parte dei miei contatti o che non sono mie “amiche”. Proprio per questo, non posso essere costantemente presente sui social né controllare in ogni momento ciò che viene scritto da altri utenti. Oggi, alle 13.30 circa, un consigliere di maggioranza mi ha segnalato la presenza, sotto il mio post, di un commento inopportuno e dal contenuto minaccioso. Non appena ne sono venuto a conoscenza, sono immediatamente intervenuto, cancellando il commento e confrontandomi con il consigliere che me lo aveva segnalato, proprio affinché quel contenuto non rimanesse visibile. Il commento verrà inoltre segnalato nelle sedi opportune».

Poi, con fermezza, sottolinea: «Condanniamo senza esitazione il gesto e qualsiasi forma di minaccia o intimidazione. Su questo non possono esserci ambiguità. Proprio per questo, però, mi dispiace che il sindaco abbia utilizzato il mio nome parlando di mancata tutela politica. Ritengo che sia avvenuto esattamente il contrario: appena sono stato messo a conoscenza del contenuto, sono intervenuto per rimuoverlo e condannarlo ancora prima del post del sindaco».

Lucenti conclude la sua riflessione: « La buona politica significa anche questo: ascoltare tutti, vigilare, intervenire quando emerge qualcosa di scorretto e assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Ho provato a contattare direttamente il sindaco per spiegare personalmente quanto accaduto, anche perché ritenevo che la sua maggioranza lo avesse già informato. Purtroppo non ho ricevuto risposta.

Ribadisco quindi con chiarezza: condanniamo fermamente il commento e qualsiasi minaccia, ma non possiamo accettare che venga attribuita a un consigliere una responsabilità per le parole scritte da un’altra persona sulla sua bacheca, quando, non appena informato, il consigliere stesso è intervenuto per cancellarle e segnalarle. Questa, per me, è tutela della buona politica».

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