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Modena, caldo record anche a inizio settembre: «L’estate bollente diventerà la nuova normalità»

di Andrea Marini
Modena, caldo record anche a inizio settembre: «L’estate bollente diventerà la nuova normalità»

Massime mai raggiunte in questo periodo con picchi oltre i 36 gradi in provincia nell’ultimo fine settimana, a partire dai 36,3 gradi registrati a Marzaglia: l’allarme del presidente di Ampro Pierluigi Randi

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MODENA. Il caldo di inizio settembre non è stato soltanto intenso. In diverse località del Modenese lascerà una traccia negli archivi climatici, e nelle serie storiche di riferimento. Sabato il termometro ha sfondato i 36 gradi in numerosi comuni della provincia di Modena, a partire dal capoluogo, facendo registrare valori senza precedenti per il mese di settembre. Dati che assumono un significato ancora più rilevante considerando il periodo dell’anno e che, secondo la tabella (pubblicata qui a fianco), rappresentano valori record per tutte le località considerate.

Temperature record

A guidare la classifica del caldo è stata Marzaglia, che tra venerdì 4 e sabato 5 settembre ha toccato i 36,3 gradi, il valore più alto registrato in provincia. Subito dietro si collocano Novi di Modena e Soliera, entrambe ferme a 36,2 gradi, mentre Castelfranco Emilia ha raggiunto i 36,1 gradi, superando anch’essa la soglia simbolica dei 36. Poco sotto si trova Albareto con 35,9 gradi, seguita da Mirandola e Vignola, che hanno fatto segnare una massima di 35,7 gradi. Anche il capoluogo non è rimasto immune dall’ondata di calore: Modena città ha registrato 35,4 gradi, lo stesso valore rilevato a Formigine. Chiudono la graduatoria Carpi e San Felice sul Panaro, entrambe a 35,2 gradi, una temperatura comunque eccezionalmente elevata per l’inizio di settembre. L’aspetto più significativo è la diffusione del fenomeno. La differenza tra la località più calda e quella relativamente meno torrida è di appena 1,1 gradi, segnale di un’ondata di calore estesa in modo uniforme su gran parte della provincia. Dalla pianura nord al comprensorio ceramico, passando per il capoluogo e l’area della bassa modenese, il termometro si è mantenuto su livelli decisamente superiori alle medie stagionali. Da evidenziare inoltre che ben quattro località hanno oltrepassato i 36 gradi, mentre tutte le altre si sono attestate stabilmente sopra i 35 gradi, valori che normalmente caratterizzano luglio e agosto.

L’allarme del meteorologo

Episodi che oggi appaiono eccezionali, ma che potrebbero diventare sempre più frequenti nei prossimi decenni. A lanciare l'allarme è Pierluigi Randi, presidente di Ampro (Associazione Meteo Professionisti), che ha analizzato l'evoluzione delle temperature estive in Emilia-Romagna dagli anni Sessanta a oggi, evidenziando una tendenza al riscaldamento sempre più marcata e destinata, con ogni probabilità, a proseguire. Randi ha preso in considerazione l'andamento della temperatura media estiva nei principali trentenni climatici di riferimento: 1931-1960, 1961-1990 e 1991-2020. «Tra il 1931-1960 e il 1961-1990 la variazione è stata minima: aumento di un decimo di grado», spiega il meteorologo. «Le cose cambiano drasticamente tra il trentennio 1961-1990 e il trentennio 1991-2020 quando si spicca il volo: +1,6°C, valore straordinariamente elevato». L'accelerazione, secondo l'analisi, diventa ancora più evidente osservando gli anni più recenti. «Nel periodo 2021-2026 siamo saliti a una temperatura media estiva di 25,6°C con un ulteriore aumento di 1,6°C in confronto al trentennio 1991-2020. Rispetto al trentennio 1931-1960 siamo saliti di 3,5°C, un valore da incubo». Lo stesso Randi invita però alla cautela nell'interpretazione dei dati più recenti. Il periodo 2021-2026 comprende infatti soltanto sei estati e non può essere paragonato a un trentennio climatico standard. Tuttavia il dato rappresenta un segnale significativo del ritmo con cui il riscaldamento sta procedendo. «Ho inserito lo stesso la media degli ultimi sei anni poiché, se questo trend proseguisse invariato, avremmo una proiezione trentennale 2021-2050 sui 26,5-27 gradi di temperatura media estiva. Ciò significa che, grosso modo, intorno al 2035-2040, l'estate di quest'anno sarebbe “normale” e non estrema, con tutte le conseguenze del caso». Una precisazione che il presidente di Ampro considera indispensabile: «Questa forbice va considerata come semplice estrapolazione matematica, non come previsione climatologica. La media 2021-2026 comprende infatti solo sei estati e potrebbe essere influenzata dalla variabilità naturale che si somma al segnale di riscaldamento di fondo. Le proiezioni climatiche corrette devono sempre basarsi su ensemble modellistici e diversi scenari emissivi». Nonostante ciò, il messaggio di fondo resta chiaro. «Il dato è ugualmente assai eloquente: se il recente ritmo di riscaldamento estivo dovesse mantenersi tale anche solo approssimativamente, una media estiva romagnola attorno a 26,5 gradi o anche oltre entro la metà del secolo non sarebbe affatto implausibile. E allora confidiamo sul fatto che tra il 2021 e il 2026 si sia particolarmente spinto sul pedale del gas. Anche se non sono affatto pervaso da ottimismo». L'analisi di Randi si allarga poi al quadro globale. «Per non farci mancare nulla, agosto 2026 è stato l'agosto più caldo mai registrato a livello globale, secondo il dataset ECMWF/ERA5 Copernicus Climate Pulse, con una temperatura di 1,65°C al di sopra dei livelli preindustriali, superando di circa 0,14°C il precedente record stabilito nell'agosto 2024». Ma, secondo il meteorologo, il vero elemento da osservare non è soltanto il singolo record. «Il dato più importante non è che agosto 2026 abbia battuto il precedente record. Osservando gli ultimi decenni appare evidente come tutto il sistema delle temperature globali si sia progressivamente spostato verso l'alto. I record sono la punta dell'iceberg di un cambiamento molto più profondo della distribuzione climatica». In altre parole, conclude Randi, «la variabilità continua ad esserci, ma oscilla attorno a una media sempre più elevata». E i segnali arrivano anche dalle proiezioni globali: «A questo punto abbiamo oltre il 77% di probabilità che il 2026, sempre a livello globale, diventi l'anno più caldo in assoluto. Direi che basta e avanza».

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