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Modena, il convegno che rompe gli schemi: «Parliamo di violenza femminile»

di Andrea Marini
Modena, il convegno che rompe gli schemi: «Parliamo di violenza femminile»

Il 21 settembre alla Sala Pucci un evento che sta scatenando le polemiche

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MODENA. È destinato a far discutere il convegno in programma il 21 settembre alla Palazzina Pucci di Modena, promosso dalla milanese Anthea Group - Innovazione e Cambiamentoi e dedicato a un tema che promette di alimentare un acceso confronto pubblico. Il titolo dell’iniziativa, “La violenza non ha genere. Profili giuridici e psicologici dell’aggressività femminile”, pone infatti l’attenzione su un ambito spesso poco presente nel dibattito nazionale: gli episodi di violenza e abuso che vedono le donne nel ruolo di autrici di comportamenti aggressivi all’interno delle relazioni personali e familiari.

Rompere gli schemi

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di affiancare alla riflessione sui femminicidi e sulla violenza contro le donne una discussione più ampia, che analizzi tutte le forme di aggressività nelle relazioni interpersonali. Un’impostazione che ha già suscitato interesse e reazioni contrastanti sui social e che si prepara a richiamare a Modena esperti di discipline diverse. A presentare sui social l’evento è Marina De Rose, referente dell’area psico-criminologia di Anthea Group e moderatrice del convegno. «Sono dieci anni che studio la fenomenologia della violenza nelle relazioni interpersonali, compresa quella femminile, che si esprime in varie forme, soprattutto psicologiche», scrive. De Rose sul suo profilo facebook si domanda inoltre a chi possa giovare ignorare o negare l’esistenza del fenomeno, sostenendo la necessità di affrontare il tema in modo serio e costruttivo. «La violenza non ha sesso né genere», afferma, lanciando l’invito ad aprire un confronto libero da pregiudizi. «Ci cofgronteremo su una questione quantomai attuale e per certi versi 'politically uncorrect':- ha scritto sempre De Rose sui social introducendo il programma - Ringrazio e anche i relatori capisco bene che non deve essere facile “deviare” in qualche modo dal mainstream». Il programma prevede l’alternanza di interventi giuridici, psicologici e criminologici. Ad aprire i lavori sarà l’avvocato penalista modenese Gianluca Barbiero con una relazione dedicata al passaggio dalla conflittualità domestica ai maltrattamenti e al ruolo del diritto penale nella vita di coppia. Seguirà lo psicoanalista Maurizio Montanari con una riflessione sul tema del “maschile vulnerabile”.

Ospiti e relatori

Tra i relatori figurano inoltre la criminologa clinica e forense Cinzia Mammoliti, che affronterà il tema del profilo della donna abusante nelle relazioni affettive, familiari e lavorative, e lo psicologo Pier Pietro Brunelli, che analizzerà gli effetti traumatici di alcune dinamiche relazionali femminili sull’uomo. Lo psichiatra Primo Lorenzi interverrà invece sulla conflittualità genitoriale, mentre l’avvocato Gianni Casale proporrà una riflessione critica sugli strumenti normativi introdotti dal Codice Rosso. Previsti anche gli interventi di Giorgio Ceccarelli, presidente delle associazioni Figli Negati e I Love Papà, e del giornalista modenese Gianni Galeotti, che parlerà della cosiddetta violenza invisibile sull’uomo tra isolamento sociale e mediatico. La stessa De Rose porterà una testimonianza personale legata a esperienze professionali vissute con figure dirigenziali definite abusive. Le conclusioni saranno affidate allo psicologo Franco Boldrini, fondatore del gruppo di auto aiuto Padri Separati Modena, con un intervento dedicato alla prevenzione del conflitto tra uomo e donna. Nel corso della giornata è previsto anche uno spazio riservato alle domande del pubblico. L’organizzatrice a proposito della recente tragedia del Mugello, sostiene la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e di intercettare con maggiore efficacia le situazioni di sofferenza psicologica all’interno delle famiglie. Secondo De Rose, accanto ai centri antiviolenza destinati alle donne occorrerebbe sviluppare servizi di ascolto e sostegno rivolti anche agli uomini che vivono condizioni di disagio emotivo, separazioni conflittuali, problemi familiari o difficoltà personali.

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