Gazzetta di Modena

Modena

Il caso

Battuta di cattivo... gusto: Massimo Bottura si infuria

di Maria Sofia Vitetta

	Tensione tra Bottura e Zanca (frame video de La Pressa)
Tensione tra Bottura e Zanca (frame video de La Pressa)

Gaffe dell’assessore Zanca all’arrivo dello chef Confesercenti per sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità: «Basta che non fai la pizza destrutturata, per favore...»

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MODENA. «Basta che non fai la pizza destrutturata, per favore...». Con una battuta uscita male, che è tornata immediatamente indietro come un boomerang, Paolo Zanca, l’assessore del Comune di Modena a Lavoro, Commercio, Promozione economica e Attrattività ieri mattina ha accolto uno degli ambasciatori della cucina modenese e italiana nel mondo, avvicinandosi per stringergli la mano. Dopo un attimo di gelido imbarazzo, lo chef Massimo Bottura, visibilmente infastidito, non ha risparmiato una domanda al vetriolo: «Scusi, ma lei chi è? Mi piacerebbe saperlo. Io mi chiamo Massimo Bottura», aggiungendo: «Ho venti giornalisti dall’America, dal Canada. Sono venuti a Casa Maria Luigia per assaggiare il mio aceto balsamico e masticare il Parmigiano Reggiano di Rosola». E qui l’intervento della consigliera regionale Ludovica Carla Ferrari per presentare Zanca nel suo ruolo di assessore al commercio non è servito a mitigare la frase dall’umorismo zoppicante. La scena ha fatto il giro dei social e dei corridoi dei palazzi modenesi. Bottura era arrivato alla sede Confesercenti per sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. «Ho creduto nel centro storico quando non nessuno lo faceva, in un angolo di Modena che era veramente difficile, tra via Stella, via delle Rose e Rua Freda. Adesso è un luogo di bellezza». Come testimonial d’eccezione Bottura ha portato la propria esperienza dell’Osteria Francescana, dimostrazione di come le attività possano far cambiare volto agli spazi della città: «Non c’è una cicca per terra. Perché? Tutti i miei ragazzi puliscono. Se dai l'esempio, fai vedere ai vicini come convivere, gli altri ti seguono». Botteghe e locali diventano, così, essenziali per garantire decoro, sicurezza e vivibilità degli spazi, anche quando il contesto sembra non consentirlo. «Il passaggio su viale Vittorio Veneto è spazio di droga. Lì abbiamo inserito un'attività importante, che è la nostra panetteria: c’è un continuo viavai di panettieri e pasticceri dell’Osteria Francescana. Cosa sta succedendo? Si porta la luce nelle periferie, come diceva Papa Francesco per i refettori. È esattamente quello che sta succedendo».
 

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