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L’apprensione

Allarme bomba in centro a Modena, ma nello zaino c’era solo acqua

di Daniele Montanari

	Lo zaino sospetto in via Canalino (foto di Luigi Esposito)
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Lo zaino sospetto in via Canalino (foto di Luigi Esposito)

Lo zaino era stato abbandonato vicino a un portone di accesso della sede del Banco Bpm in via Mondatora, all’angolo con piazza XX Settembre: gli artificieri arrivati da Bologna hanno accertato che all’interno non c’era alcun ordigno. Indagano i carabinieri

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MODENA. Uno zaino scuro abbandonato pieno a lato strada nel cuore di Modena, alla vigilia dell’anniversario dell’11 settembre. È corso un brivido all’alba di oggi – giovedì 10 settembre –, con il conseguente allarme, l’evacuazione dei negozi e delle altre attività in tutta l’area. Poi l’arrivo degli artificieri e la scoperta che in realtà era solo uno zaino pieno di più che innocue bottiglie d’acqua, e biancheria. Non ci sono state conseguenze, tutto si è risolto solo con un po’ di spavento e disagio. Ma è la prova di una città ancora con i nervi tesi, dopo lo choc del 16 maggio.

L’allarme e l’intervento

Tutto è cominciato verso le 6.30 di ieri mattina, quando una cliente del Bar Penny passando per via Mondatora si è subito insospettita vedendo un grosso zaino pieno di materiale lasciato proprio davanti l’ingresso della sede storica del Banco Bpm, ex Banco San Geminiano e San Prospero, al civico 14. Ha fatto presente la cosa a una guardia giurata della banca, che è venuta a vedere constatando che lo zaino era effettivamente pieno di materiale, molto pesante e collocato in modo decisamente sospetto: avrebbe potuto contenere anche esplosivo. È stata fatta quindi segnalazione al 112, che ha inviato subito sul posto la pattuglia del Radiomobile. Constatata la situazione di potenziale alto rischio, i militari hanno provveduto nell’immediatezza a delimitare e isolare l’intera area interessata con opportuni cordoni di sicurezza, per garantire l’incolumità dei passanti. Evacuati quindi banca, forno e altre attività in zona, con conseguente preoccupazione montante tra i diretti interessati e i passanti. Messa in sicurezza l’area, bisognava poi capire cosa contenesse il misterioso zaino.

Il sospiro di sollievo

È stato quindi richiesto l’intervento degli artificieri della Questura di Bologna. Con l’opportuno equipaggiamento, si sono avvicinati allo zaino aprendolo per procedere alla bonifica. Ed è emerso un contenuto più che mai tranquillizzante: dentro c’erano tante bottiglie piene d’acqua, si parla di una quarantina di litri, dei calzini e altri effetti personali. Niente esplosivo: è stato subito chiaro che non c’era nessun attentatore in giro, e che si trattava di un bagaglio dimenticato da qualcuno, forse un clochard. A quel punto lo zaino è stato prelevato, l’area è stata riaperta verso le 10.40 e le attività sono potute riprendere con un sospiro di sollievo. A partire dal Forno Raffaello, che dopo quasi tre ore di stop è stato preso d’assalto dai clienti: «Non mi sono mai fermata un attimo da quando abbiamo riaperto – ha spiegato verso mezzogiorno la commessa Catia Poli – per fortuna abbiamo recuperato clientela, sennò ci rimaneva tutto il pane. L’importante è che non sia successo nulla: ci avevano detto che quello zaino poteva essere collegato all’anniversario dell’11 settembre, e la preoccupazione è venuta forte... Per fortuna non era così». «Quando sono arrivato al lavoro verso le 8.15 ho visto che la banca era già tutta evacuata – ha raccontato Davide, che lì fa il manutentore – timori per l’incolumità non ne ho avuti. Però ci siamo fatti mille domande su quello che poteva contenere quello zaino. Per fortuna non era nulla di preoccupante».

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