A Modena i braccialetti contro la droga dello stupro
Il progetto del Comune: saranno distribuiti ai giovani per prevenzione e sensibilizzazione
MODENA. Non sarà ancora salita al centro delle cronache modenesi ma la droga dello stupro – solitamente ingerita inconsapevolmente all’interno dei drink - è comunque una minaccia reale per i giovani modenesi.
Con il progetto Scuole Sicure
In quest’ottica il Comune ha acquistato uno strumento di cui si parla poco, ma che può tornare molto utile. Si tratta di braccialetti al cui interno è posizionato un sensore in grado di riconoscere, a contatto con il drink, se al suo interno è contenuta o meno la Ghb, conosciuta più comunemente come droga dello stupro. Una sostanza incolore che si presenta solitamente sotto forma di liquido, dal sapore salato e saponoso che è tristemente divenuta nota per numerosi casi di cronaca. L’iniziativa promossa da piazza Grande rientra all’interno del progetto Scuole Sicure e fa riferimento all’anno scolastico passato, quando l’amministrazione si è aggiudicata un finanziamento di oltre 37mila euro.
«L’anno scorso, con il progetto Scuole Sicure finanziato dal Ministero dell’Interno, abbiamo messo in campo una serie di attività di prevenzione: dai controlli davanti agli istituti con le unità cinofile ai momenti educativi sulla legalità e sulla sicurezza, fino agli interventi con specialisti e all’ampliamento della videosorveglianza al polo Leonardo – commenta il comandante della polizia locale Alberto Sola - Quest’anno, tra le risorse del progetto, abbiamo acquistato anche questi braccialetti, che rappresentano una novità. Non si tratta di strumenti probatori, ma di gadget con una funzione soprattutto educativa: cambiano colore quando entrano a contatto con un liquido contenente Ghb e possono quindi essere utilizzati per sensibilizzare i ragazzi sul rischio della cosiddetta droga dello stupro».
«Informiamo i nostri giovani»
A Modena non ci sono riscontri di questo fenomeno, «ma i nostri ragazzi viaggiano, vanno in vacanza e frequentano locali in diverse città e Paesi. Per questo riteniamo importante informarli anche sul rischio di assunzioni involontarie. Non vogliamo solo distribuire i braccialetti come un gadget, ma inserirli all’interno di momenti educativi costruiti appositamente, utilizzandoli come punto di partenza per approfondire il tema. Sul fronte dei controlli abbiamo inoltre acquistato uno strumento per i nostri agenti che consente di effettuare analisi immediate delle sostanze, attraverso un’analisi spettrometrica, senza dover ricorrere ai tradizionali reagenti. Ci permette di verificare rapidamente la composizione di un prodotto e, ad esempio, di capire se è associato alla cannabis».
Tornando sulla scuola, è confermata la “ricetta” dell’anno scorso: gli school tutor. «Ripartiremo dagli ingressi degli istituti con gli school tutor e ci stiamo preparando a replicare e rafforzare il progetto specie nelle zone e negli istituti che finiscono più al centro delle cronache. Per Corni, Barozzi e polo Leonardo ora va molto meglio. Abbiamo già effettuato anche un secondo intervento con l’unità cinofila».
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