Stop a mensa e tempo pieno: centinaia di famiglie nei guai
Da Modena alla provincia sono diverse le scuole in difficoltà
MODENA. Sono rimasti spiazzati e senza parole i genitori dei tre plessi delle scuole primarie Leopardi, Don Milani e Montecuccoli dell’Istituto comprensivo 7 di Modena che, nella serata di giovedì, si sono visti recapitare su ClasseViva, l’app utilizzata dalle famiglie per consultare il registro elettronico dei propri figli, una circolare che annunciava l’impossibilità da parte delle scuole di garantire il regolare funzionamento del tempo pieno e del servizio mensa nelle giornate di giovedì 17 e venerdì 18 settembre, come invece era previsto.
«Criticità tuttora presenti»
La causa, come riportato nella stessa circolare, è da attribuirsi alle «rilevanti criticità di organico tuttora presenti». Per l’intera settimana, dunque, nei tre plessi delle elementari le attività didattiche si svolgeranno esclusivamente in orario mattutino, con la disattivazione anche del servizio mensa. Nella circolare era inoltre indicato che la misura «ha carattere eccezionale e temporaneo ed è finalizzata a garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche in piena sicurezza» e che «la situazione sarà costantemente monitorata in relazione all’evoluzione delle disponibilità di personale», lasciando presagire quindi che il problema potrebbe continuare anche la settimana successiva se i problemi di organico non verranno risolti.
Una doccia fredda per molti genitori che si erano già organizzati per il rientro al lavoro a tempo pieno, certi del fatto che i loro bambini, fino alle 16, da giovedì in poi sarebbero stati a scuola.
«Invece ora ci tocca di nuovo trovare soluzioni o chiedere permessi al lavoro, peraltro all’ultimo momento, creandoci dei disagi davvero enormi», tuona una mamma che, come tanti, non ha nonni in città che possano dare una mano e che dichiara di aver speso una fortuna quest’estate tra centri estivi, baby sitter e periodi di aspettativa non retribuita chiesta al lavoro. «Sono tre mesi che i bambini sono a casa e arriviamo a meno di una settimana dall’inizio della scuola senza avere la garanzia di una ripartenza regolare. Ci chiediamo come sia possibile una situazione di questo tipo».
Ma purtroppo, l’Ic7 non è l’unica scuola in provincia a non poter dare la garanzia di ripartire a pieno ritmo, anzi, come riferisce la Cgil, più dl 20% delle scuole della provincia si trovano nella medesima condizione, «tra queste, oltre l’Ic 7, anche l’Ic 1 e il Liceo Tassoni di Modena, alcuni plessi che appartengono agli Istituti comprensivi di Concordia, San Cesario, Prignano, Campogalliano e Novi, oltre al Meucci di Carpi».
«La situazione migliorerà, ma non basta»
«Una situazione davvero difficile da gestire per le scuole, alla quale sta lavorando notte e giorno l’Ufficio scolastico territoriale di Modena – informa la segretaria di Flc Cgil Eleonora Verde – ma di difficile risoluzione per il sistema di nomine che attualmente viene utilizzato. Venerdì 11 settembre è sarà pubblicato il secondo giro di nomine – puntualizza Verde – quindi in alcune scuole la situazione migliorerà ma non sarà sufficiente. Anche quest’anno, però, si è arrivati in fortissimo ritardo a nominare il personale scolastico. i posti orario hanno poi creato ulteriori problemi: insegnanti assegnati su più scuole con l'obiettivo di una cattedra completa di 18 ore che, però, si trovano costretti a rinunciare a una parte dell’incarico, perché le sedi sono eccessivamente distanti dal punto di vista chilometrico e non permettono di svolgere effettivamente l'attività quindi in netto contrasto con l’intento iniziale.
Non è da sottovalutate poi che a seguito della pubblicazione degli incarichi a tempo determinato, saranno tantissimi a doversi spostare nel giro di 48 ore per prendere servizio e si troveranno davanti a tutte le problematiche legate al tema abitativo».
La Cgil, infine, non esita a mettere in evidenza la situazione paradossale che si è verificata quest’anno alla ripartenza della scuola: «Abbiamo visto molti bambini in classe dal primo settembre con i progetti del Pnrr e “Scuole aperte in estate” e poi si devono lasciare a casa gli studenti quando inizia effettivamente l’anno scolastico ufficiale per mancanza di organico. Assurdo. Ancora una volta ribadiamo che i primi giri di nomine vanno iniziati a luglio, in modo che, prima che inizi la scuola, si siano già esaurite anche le Gps (Graduatorie provinciali di supplenza) e, nel caso di posti rimasti vuoti, si sia proceduto con le graduatorie di istituto ed eventuali interpelli. Altrimenti bisogna prendere atto che non siamo davanti a un sistema di qualità, se non per l’impegno di tutti i lavoratori che stanno cercando di tenerlo in piedi».
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