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Il caso

Invalido viene denunciato dall’ex compagna: «Ho il diabete, il braccialetto per me è pericoloso»

di Maria Vittoria Scaglioni
Invalido viene denunciato dall’ex compagna: «Ho il diabete, il braccialetto per me è pericoloso»

Si era trasferito da Mantova a Novi insieme alla compagna. Diabetico, aveva recentemente subito l’amputazione di un piede. Poi un litigio, una denuncia, e tutto è cambiato. Il suo caso mette in luce una situazione drammatica: una persona con gravi problemi di salute e invalidità che, a seguito di misure cautelari, si ritrova priva di qualsiasi supporto. Il racconto: «Ho già un piede amputato»

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MODENA. Si era trasferito da Mantova a Novi insieme alla compagna. Diabetico, aveva recentemente subito l’amputazione di un piede. Poi un litigio, una denuncia, e tutto è cambiato. Il suo caso mette in luce una situazione drammatica: una persona con gravi problemi di salute e invalidità che, a seguito di misure cautelari, si ritrova priva di qualsiasi supporto.

Il racconto

«Sono appena uscito dall’ospedale dopo l’amputazione – racconta –. Sono diabetico e insulinodipendente, soffro di neuropatia diabetica e di altre complicazioni mediche importanti. Una sera, tra il 3 e il 4 settembre, ho litigato con la mia compagna. Lei ha chiamato l’ambulanza e poi sono arrivati i carabinieri. Io non ho toccato nessuno, sono su una carrozzina. Tuttavia, lei, in quel momento scossa, ha presentato querela nei miei confronti». Il quadro si aggrava perché, sebbene l’insulina sia un farmaco salvavita fondamentale, l’assenza di un’altra persona in casa aumenta i rischi legati a un’eventuale perdita di coscienza e quindi all’impossibilità di chiamare soccorsi. In precedenza, era la compagna a occuparsi anche dell’assistenza sanitaria. «Martedì scorso sono stato convocato dal giudice. Ho spiegato che percepisco una pensione di invalidità modesta e ho espresso il mio dispiacere, scusandomi. Ho descritto la gravità della mia condizione: vivo su una carrozzina, devo assumere costantemente farmaci come l’insulina e non posso restare solo, perché se di notte mi viene un’ipoglicemia rischio il coma e la morte. Il giudice ha predisposto l’allontanamento e ora alloggio in una pensione, ma non ho i soldi per pagare. Sono disperato». Mercoledì, l’uomo si è presentato in caserma per l’applicazione del braccialetto elettronico, che però è risultata impossibile: «Ho rifiutato perché il tecnico mi ha spiegato che, con il problema al piede sinistro, sarebbe stato rischioso. Lui ha poi contattato la ditta per valutare l’applicazione al braccio, ma gli è stato consigliato di non assumersi la responsabilità: ho ulcere causate dal diabete e si rischierebbe un’altra amputazione. Mi sono spaventato e ho rifiutato. Tutto è stato verbalizzato e comunicato in questura, ma ora temo le conseguenze».

Le conseguenze fisiche

Le conseguenze possono essere anche molto serie, perché quando le condizioni fisiche rendono impossibile l’installazione sicura del dispositivo, ad esempio per il rischio di lesioni o di malfunzionamento, il caso viene nuovamente sottoposto al giudice. Tuttavia, la legge prevede che, in assenza di braccialetto elettronico, si debba valutare una misura cautelare più grave, che può arrivare fino alla custodia in carcere. Nel frattempo l’uomo ha iniziato anche un percorso psicoterapeutico, con l’obiettivo di dimostrare la volontà di mantenere la calma: «Sto soffrendo molto, sia per le patologie sia per l’amputazione. Posso essere teso, nervoso, ma non ho fatto del male a nessuno. È un periodo terribile: i miei genitori sono morti, i problemi di salute vanno avanti da anni e l’anno scorso ho avuto un ictus, con tutte le conseguenze». Mentre la legge fa il suo corso, il rischio è che individui già fragili, vittime dell’allarmismo generale e dello stigma, restino completamente soli: «Mi ritrovo abbandonato, in carrozzina, e non so come andare avanti. Ho paura: non ho soldi e temo di avere una crisi ipoglicemica mentre sono da solo. Ho bisogno di aiuto, altrimenti dovrò tornare a dormire in macchina, come la prima notte». L’avvocata che assiste la persona indagata conferma che, a seguito di una denuncia per maltrattamenti e dell’interrogatorio davanti al Gip di Modena, è stata disposta la misura dell’allontanamento dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento alla persona offesa e applicazione del braccialetto elettronico. Le indagini sono ancora in corso. «Dobbiamo capire quale decisione prenderà il giudice alla luce della mancata applicazione del braccialetto. Poi ci muoveremo di conseguenza. Siamo ancora nella fase delle indagini, non dell’imputazione. Il problema è che il mio assistito vive una situazione estremamente difficile, sia per le patologie sia per l’amputazione. Cercherò di valutare il lavoro d’indagine della procura per comprendere meglio i fatti e provare a ottenere un’archiviazione».

 

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