Carpi, Righi a metà mandato: «Sicurezza e nuovo ospedale, ecco le nostre strategie»
Il bilancio del sindaco dopo due anni di lavoro: «Ci sono aree più critiche che richiedono maggiore attenzione, la cura della città resta la priorità»
CARPI. Due anni di lavoro per quello che può considerarsi l’arrivo a un primo traguardo: la metà del mandato da sindaco di Carpi. E così Riccardo Righi traccia un punto del suo governo. Guarda al recente passato sì, ma soprattutto al prossimo futuro. Lo fa a fine estate quando, un po’ come a scuola, la macchina comunale è pronta a ripartire a pieno regime.
Sindaco Righi, dicevamo che l’estate sta finendo e siamo alla ripartenza di settembre. Come affronterete questo periodo?
«A camminare per Carpi quasi si può ancora sentire eco delle attività, delle manifestazioni e degli eventi che sono stati portati quest’estate in giro per la città, animati e costruiti con associazioni e cittadini. Il lavoro di squadra è la soddisfazione più grande. Come amministrazione non ci siamo mai fermati e ora continuiamo a lavorare su una città che orgogliosamente guarda al futuro e sa governare le sfide. Carpi cresce con una buona qualità della vita, ma il momento è delicato; la nostra comunità affronta problemi concreti: sicurezza, diritto alla casa, mobilità e sviluppo economico. La sfida è crescere meglio, senza paure e con la consapevolezza che non vuole lasciare indietro nessuno. Oggi si apre una nuova fase del mandato, con una squadra rafforzata, priorità chiare. Io? Continuerò a stare tra le persone».
La sicurezza rimane un tema importante. Che bilancio fa?
«È dal primo giorno del mio mandato una priorità di questa amministrazione. Abbiamo fatto molto, in questo anno, lavorato intensamente, rafforzando la collaborazione con Prefettura, forze dell’ordine e polizia locale, introducendo nuovi strumenti e aumentando il presidio del territorio. Più iniziative, maggiore vitalità del centro, controlli, sanzioni e provvedimenti rigorosi, senza rincorrere slogan ma lavorando sul territorio, hanno prodotto risultati concreti: oggi il centro storico è più presidiato e, ce lo dicono i cittadini, più sicuro. Non abbasseremo la guardia, anzi. E allora approfitto per ringraziare, anche qui, le forze dell’ordine per il loro lavoro straordinario e senza sosta al fianco dei cittadini».
Dove bisogna intervenire ancora?
«Esistono luoghi della città che richiedono maggiore attenzione, penso alla zona di via Lago di Bolsena per esempio. Stiamo per completare un articolato documento strategico dedicato alla sicurezza che integra azioni, strumenti, innovazione tecnologica, prevenzione e collaborazione tra le istituzioni che sono preposte al presidio e al controllo del territorio con le attività di sostegno sociale. Vogliamo dare risposte sempre più efficaci, nel rispetto delle competenze e delle possibilità comunali, intervenendo anche sulle situazioni abitative problematiche insieme a proprietà, amministratori di condominio e servizi sociali».
Il nuovo ospedale rimane una priorità?
«Carpi lo aspetta da decenni. Siamo entrati in una fase concreta: c’è una proposta di progetto e sono in corso gli approfondimenti tecnici. Vogliamo un ospedale moderno e all’avanguardia, inserito nella rete sanitaria provinciale e complementare a Mirandola. Nel frattempo, fino alla sua realizzazione, il Ramazzini resta l’ospedale dei carpigiani: deve continuare a ricevere investimenti e manutenzioni costanti».
Il tessuto economico e produttivo è in crisi ovunque. Che cosa può fare il Comune per sostenere l’economia?
«Viviamo una situazione di stallo nell’economia del nostro Paese, sia dal punto di vista della produttività che nei salari. Certo che un sindaco non decide sulla fiscalità, le politiche energetiche o industriali nazionali, ma può - con l’amministrazione consapevole e coesa - mettere in relazione imprese, sindacati, scuole, università e istituzioni; avvicinare formazione e bisogni produttivi; lavorare su innovazione, filiere, diritto alla casa, welfare e mobilità dei lavoratori. Ed è quello che stiamo facendo. Carpi ha bisogno di una nuova alleanza territoriale per rafforzare l’economia e dare prospettive al lavoro».
Quali priorità per la seconda parte del mandato?
«Le manutenzioni saranno centrali: strade, marciapiedi, verde e patrimonio pubblico. Dobbiamo saper attirare investimenti continui e strutturati secondo logiche di priorità: non solo urgenza ma programmazione. E poi una profonda innovazione del trasporto pubblico: dobbiamo ripensare percorsi, frequenze e orari, usare nuove tecnologie, sperimentare servizi flessibili e collegare meglio frazioni, scuole, stazione e aree produttive. Il trasporto pubblico deve diventare un’alternativa credibile all’auto, anche in ottica ambientale. E su questo tema, fondamentale saranno gli interventi per la mitigazione del cambiamento climatico, a cui le nostre città sono particolarmente esposte: abbiamo bisogno di risorse specifiche, come Comuni, per agire su questi temi che sono troppo più grandi della nostra sola dimensione cittadina, ma siamo in prima linea su questo fronte».
Che obiettivo si da, a lungo termine?
«Una città nella quale le cittadine e i cittadini, soprattutto i più giovani, possano immaginare il proprio futuro. Scuole, università e il nuovo Terminal devono offrire opportunità concrete di formazione e sviluppo di competenze, sempre più in relazione con il mondo delle imprese. Ma non bastano obiettivi predeterminati: serve la capacità di leggere i cambiamenti, accompagnarli e governarli in modo progressivo e giusto. Per questo continuo a stare nei quartieri, nelle frazioni, tra commercianti e famiglie. Lo dico anche da padre: voglio, per tutti, una Carpi più forte, più giusta, più serena, dinamica e prospera».
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