Dopo 8 anni pieni di difficoltà Frassinoro ha la sua nuova scuola
“Opera magna” da 4,2 milioni di fronte alla pista da biathlon e skiroll, ospiterà primaria e medie. Il sindaco Pierazzi: «Pensata per 240 ragazzi anche se ne abbiamo 70, non si poteva non completare ed era impossibile cambiare il progetto»
FRASSINORO. Il nuovo anno che inizia domani – 15 settembre – segna la fine anche di un’altra lunghissima emergenza. Quella di Frassinoro, dove gli studenti finalmente ritroveranno una scuola “vera” dopo otto anni. È finito infatti il cantiere della grande struttura che ospita primaria e medie, sorta di fronte alla pista da biathlon e skiroll. Un’opera molto tormentata: il contratto con la prima ditta incaricata infatti è stato risolto per gravi inadempienze, il cantiere è stato fermo per oltre due anni e solo nel luglio 2025 con la nuova ditta ha ingranato la marcia giusta.
La storia
La crisi iniziò nell’aprile 2018, quando a seguito di perizia emerse un quadro di criticità strutturale nel vecchio complesso di via Canossa, nel centro del paese, che ospitava primaria, medie e teatro. Bambini e ragazzi vennero trasferiti in altri due edifici: la primaria traslocò nella vecchia scuola di via Roma, le medie nell’ostello comunale. Il complesso di via Canossa venne abbattuto, e si scontrarono due visioni sulla nuova scuola che andava costruita: il sindaco uscente Elio Pierazzi voleva realizzarla nell’area dove c’era la vecchia, e fece predisporre uno studio di fattibilità per un edificio che sarebbe costato 1,8 milioni. Vinse però le elezioni Oreste Capelli, che aveva nel suo programma invece la costruzione della scuola nell’area vicina alla pista da skiroll e alla palestra. Così dunque si procedette, ma il cantiere ben presto si arrestò e il contratto fu risolto per le inadempienze della ditta, proprio come a Serramazzoni. È questa la situazione che Pierazzi ha ereditato dopo la rivincita elettorale del 2024.
La svolta
«C’è voluto un anno di burocrazia per rifare la gara e ripartire con una nuova ditta – spiega – il cantiere in sé è stato fermo per più di due anni, dal giugno 2023. Nel luglio 2025 però abbiamo avuto la fortuna di poter ripartire con un’impresa molto professionale (il Cme, Consorzio Imprenditori Edili, che ha affidato l’intervento alla Zeta Service di Modena, ndr) che nel giro di un anno ha completato l’opera. Non è stato facile ripartire: avevamo 1,2 milioni di contributi ministeriali (mutui Bei) vincolati a una fine cantiere al 15 ottobre 2025, ma per fortuna siamo riusciti ad avere la proroga. Abbiamo mantenuto altri 500mila euro di contributi ministeriali (Cse), e altri 500mila arrivati dalla Regione. La scuola però alla fine, con l’aumento dei prezzi, è arrivata a costare 4,2 milioni: il Comune ci ha dovuto mettere circa 2,2 milioni facendo mutui trentennali che condizioneranno il bilancio dei prossimi anni. È stato un bagno di sangue, ma non potevamo lasciare un cadavere edilizio: la scuola andava finita anche se era un progetto molto costoso di altri. Anche se il mio, all’epoca, sarebbe costato meno della metà, e avrebbe avuto senz’altro realizzazione molto più celere. Bloccare o modificare il progetto ereditato avrebbe comportato la perdita dei contributi da un lato, e il costo di varianti dall’altro. Così abbiamo mantenuto tutto come l’abbiamo ricevuto: il piano di scuola molto grande per 240 studenti nonostante oggi a Frassinoro siano una settantina. Evidentemente chi ha progettato aveva una visione demografica molto rosea per il nostro paese. Ma l’importante adesso è che la scuola sia finita: un ambiente nuovo e tecnologicamente avanzato che finalmente possiamo dare a bambini e ragazzi».
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