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Il lutto

Addio commosso a Gianna Ascari, prof di generazioni di studenti

di Daniele Montanari
Addio commosso a Gianna Ascari, prof di generazioni di studenti

Chiesa gremita a Formigine, dove era anima della Confraternita. Aveva 98 anni e non ancora non si perdeva pranzi e rimpatriate a 50 anni dalla maturità dei suoi ex allievi

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FORMIGINE.  Abbraccio straordinario ieri mattina nella chiesa parrocchiale di Formigine per l’ultimo saluto alla prof Gianna Ascari Botti, figura legatissima alla comunità formiginese, e non solo.
Si è spenta a 98 anni a causa di una malattia improvvisa che se l’è portata via in pochi giorni. «Pensare che il 7 agosto aveva preparato lei la cena a casa... Era ancora in gambissima prima di questa emergenza» sottolinea il figlio Paolo Botti. Chiesa gremita ieri (c’era anche l’ex sindaco Richeldi) e folla anche domenica pomeriggio per il rosario nella chiesa dell’Annunziata (quella con la facciata a strisce bianche e nere, sulla Giardini), tanto che c’è stato bisogno di aggiungere sedie.

Una vita in cattedra

La prova di una persona che ha lasciato un segno profondo. Gianna lo ha fatto innanzitutto come prof di francese, prima nel distretto ceramico e poi dal 1964 al 1979 al Cavazzi di Pavullo. Ha lasciato un ricordo indelebile in generazioni di studenti: nel 2024, a 96 anni, non volle assolutamente mancare al pranzo per il 50° dalla maturità della 5E dell’annata 1973/74. Con la pensione, da donna di profonda fede, l’impegno costante nella Confraternita dell’Annunziata di Formigine, di cui è stata per tanti anni un motore trainante, con mille iniziative. Un legame di famiglia quello con l’Annunziata: suo suocero Vincenzo Botti evitò l’abbattimento della chiesa quando si stava costruendo la Giardini, cedendo una porzione di terreno che ha permesso alla struttura di sopravvivere. Gianna era una memoria storica di Formigine e dei suoi edifici religiosi, come ha ricordato il parroco, don Federico Pigoni, che ha presieduto la celebrazione. Anche il marito di Gianna era una persona molto conosciuta sul territorio: Luigi Botti dopo aver lavorato al Consorzio Agrario fu direttore della filiale di Pavullo della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, per poi essere promosso a Modena in un incarico di rilievo presso la sede centrale.

Il ricordo del figlio



«La mamma era una donna straordinaria» sottolinea il figlio Paolo, già direttore di diverse aziende farmaceutiche in Italia, ora in pensione, e past president del Rotary Club Vignola. «Aveva un carattere solare, tanta voglia di vivere fino all’ultimo. Una persona determinata ma anche molto buona, sempre disponibile con tutti. Da vecchia prof, a volte pretendeva molto, ma dava anche molto. La straordinaria partecipazione all’ultimo saluto ne è la prova. Come famiglia, ci teniamo a ringraziare di cuore tutti». Lascia anche l’altra figlia Maria Pia, i nipoti e gli altri parenti. Al termine delle esequie, è stata portata in cremazione. La famiglia ha chiesto non fiori, ma per chi volesse una donazione ad “Amici per la vita” con la causale “Gianna per l’Hospice Casa Giuly del Distretto Ceramico”, tramite l’Iban: IT15V0538766781000000391942 (conto presso Bper). 

 

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