Visite ed esami, attese più lunghe: a Modena il 40% non rispetta i tempi
In difficoltà dermatologia, neurologia, diabetologia e urologia
MODENA. La volontà di migliorare c’è tutta, mettendo in campo più professionisti, ma anche una serie di politiche nuove, come l’accordo con i medici di base per contenere le prescrizioni e renderle più appropriate. Per risolvere i problemi, però, serve tempo. Ed è proprio il tempo la questione centrale del problema, come sanno bene i tanti cittadini che si trovano a dover aspettare mesi, ma a volte anche più di un anno, per le prestazioni più richieste. Perché nonostante gli sforzi di Regione, Ausl e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, quello dei tempi di attesa troppo lunghi per le visite specialistiche nel settore pubblico resta uno dei problemi principali, forse il problema principale, della sanità locale. A confermarlo sono gli ultimi dati pubblicati dalla Regione sul sito web “TdaEr”, il sistema di monitoraggio dei tempi di attesa di visite ed esami nelle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate.
Ma cosa dicono dunque i dati più recenti sui tempi di attesa in provincia? Secondo il portale regionale, prendendo in considerazione l’ultima settimana disponibile, ovvero quella compresa tra il 7 e il 13 settembre, solo 4 delle 15 viste specialistiche oggetto del monitoraggio - si parla di prestazioni specialistiche ambulatoriali di primo accesso di categoria “D”, quindi considerate differibili - hanno il semaforo verde, il che significa che rispettano almeno al 90% il tempo di attesa massimo fissato dalla Regione, ovvero un mese. Si tratta delle visite cardiologiche (247 prestazioni in una settimana), chirurgia vascolare (26 visite), medicina fisica e riabilitazione (289 prestazioni) e visite oncologiche (11). Delle altre 11 specialità oggetto di monitoraggio, 6 hanno il semaforo giallo, il che significa che il mese di attesa massima è stato rispettato da una forbice di prestazioni compresa tra il 60 e l’89%: si tratta delle visite endocrinologica (111 prestazioni), gastroenterologica (74), ginecologica (121), oculistica (384), ortopedica (366) e pneumologica (152). Sono 5, invece, le prestazioni con il semaforo rosso, ovvero in cui meno del 60% delle visite rispetta il mese di attesa: si tratta delle visite dermatologica (508 prestazioni), diabetologica (67), neurologica (227), otorinolaringoiatrica (274), e urologica (233). L’indice di performance generale della settimana 7-13 settembre per queste 15 specialità è del 63,2%, il che significa che quasi 4 prestazioni su 10 non rispettano il tempo massimo di attesa. Le cose vanno meglio per le prestazioni diagnostiche, per le quali il tempo massimo di attesa è di due mesi: in questo caso, su 22 prestazioni oggetto del monitoraggio, 13 hanno il semaforo verde, 4 quello giallo e 5 quello rosso: le prestazioni più in difficoltà sono la colonscopia totale con endoscopio flessibile, la elettromiografia, la risonanza magnetica dell’encefalo e tronco encefalico, la tomografia computerizzata dell’addome e quella del torace. Allargando lo sguardo a livello mensile, ad agosto 6 visite specialistiche su 15 hanno rispettato i tempi al 90% (semaforo verde), mentre 7 li hanno rispettati al 60-89% (luce gialla) e 2 non arrivano al 60% (semaforo rosso). Le cose sono andate meglio a giugno, con 8 semafori verdi, 7 gialli e nessun rosso.
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