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Il rogo

Un altro incendio nell’impianto a biomasse di Finale Emilia, il sindaco lo sospende: «Basta, servono garanzie»


	L'incendio nell'impianto a biomasse di Finale
L'incendio nell'impianto a biomasse di Finale

Fiamme nell’ex zuccherificio un anno dopo l’ultimo rogo divampato, Claudio Poletti firma un’ordinanza di interruzione dell’attività. Le condizioni per la ripartenza: «Necessari interventi affinché non si ripeta più»

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FINALE EMILIA. Il sindaco di Finale Claudio Poletti ha sospeso l’attività dell’impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse vegetali di Massa Finalese andato a fuoco mercoledì. Il devastante incendio ha bruciato migliaia di rotoballe, ed è scoppiato esattamente a distanza di un anno dal precedente, il 17 settembre 2025. L’ordinanza numero 124 prevede la “Sospensione immediata e cautelativa dell'attività di ritiro biomasse della centrale termoelettrica alimentata sita in Finale Emilia via Ceresa 11 a seguito dell'incendio del 16 settembre 2026 ed emanazione di prescrizioni a tutela della salute pubblica e della pubblica incolumità”. «Alla società Sorgenia Finale Emilia – spiega il Comune – vengono ordinate: l'esecuzione di tutte le operazioni di messa in sicurezza dell'area interessata dal sinistro, in stretto coordinamento con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Arpae e Ausl; la sospensione immediata di accettazione ed ingresso nello stabilimento di via Ceresa di biomasse vegetali; il divieto assoluto di accettazione di biomassa di sorgo all'impianto in oggetto fino a espressa revoca o modifica del presente provvedimento da parte del Comune; di procedere, appena superata la condizione emergenziale, di processare prioritariamente le biomasse residuali di sorgo detenute nel piazzale al fine di eliminare quanto prima possibili ulteriori incendi».
Ad andare a fuoco mercoledì è stato materiale vegetale, quasi sicuramente per autocombustione provocata dalle temperature ancora elevate e dal grado di umidità presente all’interno delle rotoballe di mais e sorgo ammassate nel piazzale dell’azienda. Sul luogo dell’incendio sono intervenuti, e hanno operato per tutta la scorsa notte, i vigili del fuoco che hanno limitato l’estendersi delle fiamme con squadre giunte dai distaccamenti di Finale, San Felice sul Panaro e Mirandola, oltre che dal Comando provinciale di Modena. Presenti sul luogo anche l’Ausl di Modena e Arpae per i rilievi di loro competenza. «L’ordinanza sindacale – continua il Comune – dispone inoltre che la ripresa del ritiro di biomasse in genere sarà subordinata alla presentazione al Comune e agli enti di controllo nel rispetto di alcune prescrizioni autorizzative. Tra queste vi è la relazione tecnica dettagliata sulle cause del sinistro e sui danni strutturali e impiantistici subiti, con descrizione degli interventi svolti, oltre alla relazione tecnica sugli interventi che si intende adottare, anche a seguito delle prescrizioni degli organi tecnici, atti a scongiurare il ripetersi di eventi analoghi. È richiesto inoltre il verbale di sopralluogo e nulla osta rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, attestante il ripristino delle condizioni di sicurezza antincendio e la conformità normativa dell'intero impianto. Inoltre, la ripresa della normale attività dell’impianto deve vincolata all’esito favorevole dei monitoraggi ambientali (matrici aria e suolo), eseguiti da Arpa Emilia-Romagna, volti ad escludere contaminazioni o superamenti dei limiti di legge a tutela della salute pubblica. La riattivazione dei conferimenti di residui colturali di sorgo – conclude il Comune – potrà avvenire solo a seguito di espresso provvedimento di revoca dell’ordinanza da parte del Comune, previa verifica della documentazione sopra elencata».
Sorgenia, la società che gestisce l’impianto, fa sapere che «Il materiale interessato è biomassa vegetale della raccolta agricola locale, conservata all'aperto in attesa dell'impiego. Il fuoco ha riguardato soltanto parte del deposito esterno. Sorgenia insieme ai Vigili del Fuoco sta rilevando ogni elemento utile per l’accertamento delle cause dell'incendio che devono ancora essere chiarite», conclude l’azienda.

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