Condannato il “boss” del market di Pavullo
Tre anni all’ex direttore per maltrattamenti su tre dipendenti del punto vendita e per violenza sessuale su una 16enne. Alle ragazze dovrà pagare 33mila euro di danni
PAVULLO. Tre anni di carcere. È questa la condanna emessa ieri mattina in primo grado in Tribunale a Modena dal collegio dei giudici (presieduto da Cristina Bellentani) nei confronti del 64enne ex direttore di supermercato a Pavullo accusato da 11 dipendenti di violenza sessuale e maltrattamenti che portarono al suo arresto il 6 ottobre 2022.
La sentenza
Il pm Claudia Natalini aveva chiesto 4 anni. Il 64enne è stato condannato per maltrattamenti nei confronti di tre dipendenti, e per violenza sessuale su una minorenne. Si tratta di una ragazza allora 16enne che nel novembre 2021 era andata a casa sua a fare le pulizie e che lui, secondo l’accusa, tentò di abbracciare e baciare. È stato invece assolto dalle accuse di violenza sessuale sulle dipendenti del market perché erano collegate a quella di maltrattamenti, reato che la Corte ha ritenuto non configurato. In assenza di questo secondo reato, i giudici non hanno potuto procedere per il primo perché presupponeva autonome denunce per violenza da parte delle dipendenti che non ci sono state. E mancavano le condizioni per procedere d’ufficio.
Riguardo alle accuse sulle altre quattro ragazze, la condanna invece è stata netta: tre anni di carcere, più l’interdizione dai pubblici uffici e dai luoghi frequentati da minori (per la condanna relativa alla minorenne). In più, è stato condannato al pagamento delle spese legali sostenute dalle ragazze che si sono costituite parte civile (4.579 euro). Nei loro confronti la quantificazione del danno subito è stata demandata al tribunale civile, ma intanto sono state stabilite significative provvisionali subito esecutive, quindi anche in caso di appello: 7mila euro per una, 10mila euro per un’altra, 10mila per la terza e 6mila per la quarta.
Il direttore era presente in aula alla lettura della sentenza, come del resto ha fatto per tutto il processo, nato da una complessa attività d’indagine dei carabinieri di Pavullo, con il ricorso anche alle intercettazioni.
«Gravità riconosciuta»
C’erano anche diverse ragazze denuncianti, che hanno accolto con soddisfazione la condanna, ritenendo che anche le posizioni escluse dai risarcimenti abbiano comunque concorso a ricostruire ciò che si viveva all’interno del supermercato, che secondo il pm il 64enne «gestiva con un atteggiamento padronale». «Attendiamo le motivazioni per capire le ragioni che hanno portato i giudici ad assolvere l’imputato da alcuni capi d’accusa – sottolinea l’avvocato Angela Pigati, che ha tutelato sei ragazze come parte civile – e attendiamo anche l’appello, che sembra scontato. Siamo comunque soddisfatte perché le voci di queste donne che hanno subito maltrattamenti e violenza sessuale, con tutte le conseguenze che comportano, sono state ascoltate. Le significative provvisionali stabilite dai giudici sono indicative della gravità dei fatti riconosciuti». A curare la parte del risarcimento danni per le ragazze sarà l’avvocato civilista pavullese Sonia Bartolini, che è stato per loro il primo punto di riferimento per sollevare il caso, poi affidato alla collega penalista Pigati.
«Fatti ridimensionati»
Lettura della sentenza di tutt’altro tipo da parte dell’avvocato Guido Sola, difensore del 64enne, che ha sempre sostenuto che la sua è stata “maleducazione generazionale”: «È una sentenza che dal punto di vista del fatto storico ridimensiona grandemente le accuse nei confronti del mio assistito, e dà ragione all’imputato con riguardo a tanti episodi rispetto ai quali lo stesso ha sempre affermato la propria assoluta correttezza. Tanto che sono cadute sette accuse di violenza sessuale, e quella per cui è arrivata la condanna, è in ipotesi attenuata. Per quanto riguarda i pochi episodi che hanno registrato la provvisoria condanna, attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, sempre convinti del fatto che mai l’imputato abbia mancato di rispetto a chicchessia. Abbiamo sempre confidato nella giustizia, che in gran parte oggi ha recepito le nostre ragioni, e continuiamo a confidare fiduciosi nella stessa per il futuro. Con questa convinzione, faremo con ogni probabilità appello».
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