Molestie a una ragazza disabile in stazione e sul treno: condannato a due anni e due mesi
La violenza sessuale commessa da un 39enne tunisino è avvenuta il 3 gennaio in stazione dei treni a Modena e sul treno regionale Milano Centrale-Rimini, fermato a Castelfranco dopo l’intervento dei passeggeri in difesa della 25enne
CASTELFRANCO. È stato condannato a due anni e due mesi di reclusione con rito abbreviato un uomo tunisino di 39 anni accusato di violenza sessuale e interruzione di pubblico servizio per l'episodio avvenuto il 3 gennaio in stazione a Modena a bordo del treno regionale 2477 Milano Centrale-Rimini diretto verso Bologna. La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale di Modena al termine del procedimento che ha ricostruito quanto accaduto a una ragazza di 25 anni, disabile e costretta su una sedia a rotelle, presa di mira dall’uomo durante il viaggio ferroviario, bloccato e arrestato dai carabinieri a Castelfranco.
Le molestie e l’arresto
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, il 39enne avrebbe iniziato a importunare la ragazza già in stazione, seguendola e rivolgendole frasi e apprezzamenti a sfondo sessuale. Successivamente avrebbe tentato perfino di impedirle di salire sul convoglio. Un gesto che non era andato a buon fine soltanto grazie all’intervento di un altro passeggero presente sul posto. La situazione, tuttavia, non si era conclusa lì. Una volta a bordo del regionale, l’uomo avrebbe continuato a molestare la giovane, fino a quando è scattato l’allarme. Il capotreno aveva deciso di interrompere momentaneamente la corsa e diversi viaggiatori erano intervenuti in difesa della 25enne, trattenendo il 39enne fino all’arrivo dei carabinieri della compagnia di Castelfranco Emilia, che lo avevano arrestato.
Il processo e la sentenza
Nel corso dell'udienza la Procura aveva chiesto una condanna più severa, pari a tre anni e tre mesi di reclusione. Il giudice ha invece pronunciato una pena di due anni e due mesi, tenendo conto dello sconto previsto dal rito abbreviato. La vittima si è costituita parte civile ed è stata assistita dall’avvocato Dorina Merdini, che ha espresso soddisfazione per l’esito del processo. «Voglio e devo esprimere soddisfazione per la sentenza di condanna pronunciata nei confronti dell’imputato, che riconosce la fondatezza delle ragioni sostenute dalla mia assistita nel corso del processo», ha dichiarato il legale. L’avvocato ha inoltre sottolineato il valore della decisione per la giovane donna che ha affrontato il procedimento giudiziario: «Questa decisione rappresenta innanzitutto un riconoscimento della gravità della violenza subita, ma anche del coraggio con cui la mia assistita ha affrontato un percorso giudiziario certamente difficile. Abbiamo creduto nella giustizia e ci siamo affidate al percorso giudiziario con la consapevolezza che la verità dei fatti sarebbe stata sottoposta al vaglio del Tribunale». Infine, un auspicio rivolto al futuro della giovane vittima: «Accogliamo questa sentenza con soddisfazione e con la speranza che possa contribuire a restituire alla mia assistita quella serenità e quella dignità che nessuno avrebbe mai dovuto violare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
