Festival Filosofia da record e dopo il “Caos” c’è il “Mito”: sarà il tema del prossimo anno
Lo ha annunciato il sindaco Massimo Mezzetti nella conferenza stampa finale dell’edizione 2026, che ha fatto registrare oltre 200mila presenze tra Modena, Carpi e Sassuolo
MODENA. “Mito” sarà la parola che darà il tema all’edizione 2027 del Festival Filosofia. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti durante la consueta conferenza stampa di fine Festival, nella quale è stato tracciato anche un bilancio dell’edizione di quest’anno. «Dopo un Festival che ha visto superare le 200mila presenze suddivise sulle tre città coinvolte nella manifestazione – Modena, Carpi e Sassuolo – non possiamo che constatare che il Festival Filosofia 2026 entra nel mito - ha detto il sindaco - e quindi quale parola meglio di "Mito" può seguire il "Caos" di quest’anno. Il caos e il mito sono due parole vicine, l’una conseguenza dell’altra. Nel momento in cui il mondo risulta essere sempre più frammentato. Per cercare di ricostruire una società nel caos, allora, una direzione la si può trovare anche nel mito», ha detto il sindaco.
Il comitato scientifico
A spiegare concretamente quali saranno le declinazioni che la nuova parola scelta potrà trovare sono stati i membri del comitato scientifico del Festival, Barbara Carnevali, Massimo Cacciari e il direttore Daniele Francesconi. «Il mito è una dimensione che non passa, perché continua a riemergere in tutte le culture e nei momenti di cambiamento - ha specificato la filosofa Carnevali -. Da sempre è fratello e insieme avversario della filosofia: criticarlo significa mettere in discussione tutte quelle certezze che sono diventate una sorta di seconda natura, in un processo di demistificazione che però può lasciare un vuoto. Per questo il mito ha a che fare anche con l’immaginazione, con la politica e con la narrazione: riflettere sul mito significa interrogarsi sul bisogno umano di raccontare storie, di costruire e sostituire immaginari, un fenomeno che attraversa la vita sociale, la comunicazione e la società dei consumi».
«Ogni comunità si organizza intorno a dei miti - ha aggiunto Massimo Cacciari -. Le grandi mitologie sono sempre state anche una forte apertura, una proposta, un progetto. Una delle domande che ci si potrà porre sarà: "È concepibile una comunità politica, nazionale e europea, che non elabori o non dia vita a delle mitologie?". Vi è un passo di Aristotele famoso che dice che anche il filosofo è "mitologo". Anche il logos filosofico deve sempre riattingere a un suo passato portante che è mitico».
A fare sintesi è stato anche il direttore del Festival Daniele Francesconi: «Tutte le società generano i propri miti: ogni epoca lo ha fatto attraverso gli strumenti e i codici che le erano propri. I miti contemporanei ci dicono però qualcosa che vale sempre, cioè l’esigenza di istituire un sistema di credenze in cui non è in questione il vero o il falso, ma la comunanza del racconto. C’è anche un aspetto molto critico: le narrazioni possono essere grandi discorsi orchestrati da fonti di potere, anche oscure, capaci di attivare passioni distruttive. Per questo occorre un’analisi critica, demitizzare una certa politica troppo mitologica, ma comprendere anche che senza questa dimensione simbolica non si dà comunità: e questo vale sempre e ovunque».
Presenze da record
La conferenza è stata anche l’occasione per fare un bilancio del Festival che, visti i numeri, è possibile definire da record. «Oltre al numero delle presenze, più di 200 mila, anche se è sempre complesso fare una stima - ha sottolineato il presidente del Consorzio Festival filosofia Anselmo Sovieni - è bene sottolineare anche l’indotto che questo Festival ha portato a tutta la città. Hotel, locali e ristoranti pieni lo hanno dimostrato e le strade e le piazze gremite hanno confermato anche quest’anno l’interesse della gente nei confronti di questa manifestazione». Nelle tre giornate di Festival sono state moltissime anche le presenze di stranieri giunti in città per partecipare alle lezioni. «A tal proposito - ha concluso Francesconi -: l’anno prossimo si proverà a dare l’opportunità di ascoltare in lingue diverse le lezioni magistrali direttemente in piazza».
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