Alienazioni a Sassuolo, ecco quanto valgono. Si aggiorna la stima dell’ex ospedale
L’assessore Zilioli: «Tra i principali l’ex caserma: vale 1,5 milioni di euro»
SASSUOLO. Ex caserma, ex pretura, ed ex scuole Monari. Tutti immobili che raccontano un pezzo di storia della città ma che, ora, sono in attesa di una seconda vita. Sono alcuni dei principali beni inseriti nel piano delle alienazioni del Comune. Poi c’è l’ex ospedale: non del Comune, ma dell’Ausl, ma per cui il Comune sta coordinando il confronto con la Soprintendenza. A fare il punto è David Zilioli, Assessore alla Rigenerazione Urbana.
Assessore, quanti sono oggi i fabbricati e i terreni inseriti nel Piano delle alienazioni?
«Nel Piano delle alienazioni 2027-2029 sono presenti una ventina di immobili, molto diversi per caratteristiche e valore economico. Alcuni sono inseriti da molti anni senza che si siano create le condizioni per una loro alienazione. Il cambio di passo che vogliamo introdurre è proprio questo: non limitarci a riproporre ogni anno lo stesso elenco, ma capire perché alcuni beni siano rimasti fermi e intervenire».
Ci sono immobili che il Comune ha già provato a vendere senza riuscirci?
«Negli ultimi dieci anni il Comune ha sostanzialmente evitato aste in assenza di un interesse concreto, utilizzando soprattutto il meccanismo del “promotore” previsto dall’art. 10 del Regolamento per le alienazioni. Un soggetto interessato presenta una proposta irrevocabile di acquisto, accompagnata dalle relative garanzie, e successivamente viene attivata la gara pubblica. Questo ha evitato procedure destinate a rimanere deserte, ma diversi immobili sono comunque rimasti nel Piano per molti anni. Oggi vogliamo chiederci perché il mercato non abbia manifestato interesse e agire sulle condizioni che possiamo modificare».
Come intendete rendere questi immobili più appetibili?
«Lavorando su tre leve: valore, funzioni e comunicazione. La prima è verificare che le stime, alcune delle quali ormai storiche, siano ancora coerenti con il mercato e con lo stato effettivo degli immobili. La seconda riguarda le funzioni. Proprio mentre stiamo lavorando al nuovo Piano Urbanistico Generale, possiamo verificare se per alcuni beni sia possibile prevedere utilizzi più contemporanei e flessibili. La terza è la promozione: non basta inserire un immobile in un documento amministrativo. Imprese e potenziali investitori devono sapere che esiste, quanto vale e soprattutto cosa vi si può realizzare».
Per gli immobili principali quali destinazioni immaginate?
«Per gli immobili inseriti nel tessuto urbano vogliamo favorire, dove possibile, un mix di funzioni, prevedendo ad esempio residenza insieme ad attività di servizio, terziarie, commerciali o altri usi compatibili. L’obiettivo è riportare vita in questi spazi durante diversi momenti della giornata. È una riflessione che riguarda in particolare ex Caserma, ex Pretura, ex scuole Monari ed ex Macello: attraverso il PUG vogliamo verificare un quadro di utilizzi sufficientemente flessibile da favorirne il recupero e, insieme, produrre qualità urbana».
Quanto contano le alienazioni per il bilancio comunale?
«Sono una leva importante nei bilanci dei Comuni, perché permettono di trasformare patrimonio non più necessario alle funzioni dell’Ente in risorse per investimenti e, in particolare, per cofinanziare opere pubbliche. Non sono però entrate automatiche: dipendono dalle vendite effettivamente realizzate. Un immobile fermo per dieci o quindici anni non genera né risorse né rigenerazione; se torna invece ad avere una funzione, può produrre entrambe».
Quali sono gli immobili economicamente più significativi?
«I principali immobili sono l’ex Caserma dei Carabinieri, circa 1,5 milioni; l’ex Pretura, circa 800 mila euro; le ex scuole Monari, circa 750 mila euro; e la palazzina dell’ex Macello, circa 730 mila euro. Gli altri beni hanno valori decisamente inferiori, generalmente sotto i 150 mila euro».
Quali ritenete più importanti da valorizzare?
«Non necessariamente quelli di maggior valore economico. Guardiamo soprattutto agli immobili dentro il tessuto urbano, perché recuperarli significa riattivare parti della città oggi inutilizzate. È il caso di ex Caserma, ex Pretura, ex Monari ed ex Macello: la domanda non è soltanto “quanto possiamo ricavare?”, ma anche “che cosa può diventare questo luogo e quale beneficio può produrre per quella parte di città?”».
C’è già un caso concreto in cui state applicando questo metodo?
«Sì, l’ex Ospedale, pur non essendo di proprietà comunale. L’Azienda USL sta procedendo all’aggiornamento della stima economica, mentre il Comune ha coordinato il confronto con la Soprintendenza per approfondire e rendere più chiare e flessibili le funzioni compatibili con il complesso. L’obiettivo è ridurre le incertezze per eventuali investitori: sapere cosa si può realizzare, con quali vincoli e con quali combinazioni di funzioni è fondamentale per rendere credibile un investimento».
In definitiva, qual è il cambio di passo?
«Vogliamo evitare che il Piano delle alienazioni sia un elenco che viene semplicemente trascinato da un bilancio all’altro. Se alcuni immobili sono fermi da molti anni, dobbiamo provare a cambiare le condizioni che hanno prodotto questa staticità.
Quindi valori aggiornati, funzioni più flessibili e contemporanee e maggiore promozione delle opportunità. L’obiettivo è avere meno patrimonio fermo e più patrimonio capace di generare rigenerazione, investimenti e nuove risorse da reinvestire nella città».
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