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Toàn riparte dopo il tifone in Vietnam: «Da grande farò il marinaio»

di Andrea Iacomini*
Toàn riparte dopo il tifone in Vietnam: «Da grande farò il marinaio»

A 10 anni ha visto la casa finire sott’acqua e ha perso due settimane di scuola. Nel Vietnam colpito dalle alluvioni, gli aiuti dell’Unicef raggiungono i bambini

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Il tifone gli ha portato via la casa, non il futuro: così Toàn impara di nuovo a sognare il mare. «Un giorno vorrei diventare marinaio. Amo il mare così tanto». Lo dice con un sorriso, Toàn, dieci anni, mentre guarda la spiaggia di Cát Tien nella provincia di Gia Lai, nel centro del Vietnam. È il posto che preferisce, quello che frequenta con sua madre Nhat e suo fratello maggiore di diciassette anni nei pomeriggi d'estate. Un posto normale, familiare, pieno di ricordi. Esattamente il tipo di posto che un tifone può spazzare via in poche ore. L'ottobre scorso è successo: un tifone ha colpito la comunità di Toàn, distrutto la sua casa e allagato la sua scuola. La famiglia si è trasferita dai parenti. Toàn ha saltato due settimane di lezione. Due settimane di scuola perse possono sembrare un dettaglio marginale in mezzo a tutto il resto. Per un bambino di dieci anni che ha già visto la sua casa scomparire, tornare in classe significa riprendere una routine, un senso di normalità, la sensazione che il mondo intorno a sé sia di nuovo un posto prevedibile. Quando quella routine si interrompe, le conseguenze non finiscono con il tifone. Toàn è uno degli alunni della scuola primaria Phuoc Thang II che ha ricevuto un kit scolastico dell'Unicef durante la prima settimana del secondo semestre. Uno zaino, materiale scolastico, la possibilità concreta di tornare in classe senza partire da zero. La sua famiglia nel frattempo ha una casa nuova, costruita con il sostegno delle autorità locali e della comunità. «Con una scala«, precisa Toàn. Perché in una zona soggetta alle alluvioni, avere un piano superiore a cui salire quando l'acqua arriva vuol dire avere una via di fuga. Vuol dire che la prossima volta, se arriverà, la famiglia sarà un po' più pronta. Il Vietnam centrale e settentrionale è una delle aree del mondo più esposte ai rischi climatici sovrapposti. Nel 2025, i tifoni hanno colpito più volte in rapida successione, uno dopo l'altro, senza lasciare alle comunità il tempo di riprendersi. Non è stata una singola catastrofe ma l'accumulo di shock ripetuti, ognuno dei quali ha eroso un po' di più la capacità delle famiglie di proteggere i propri figli. Nella sola provincia di Gia Lai, dopo il tifone Kalmaegi di novembre 2025, 1.523 famiglie per un totale di 7.435 persone nelle comunità più colpite hanno ricevuto assistenza economica d'emergenza con il supporto di Uk Aid e dell'Unicef. Nella provincia di Dak Lak, 2.470 famiglie hanno ricevuto sostegno economico multipurpose dopo i tifoni del 2025, con il sostegno del governo della Nuova Zelanda. L'assistenza economica diretta alle famiglie è uno degli strumenti più efficaci in questi contesti, perché lascia alle persone la libertà di decidere come usarla: riparare il tetto, comprare cibo, acquistare i quaderni per i figli. È un modo di rispettare la dignità di chi ha perso quasi tutto, senza costringerlo a dipendere da una lista predefinita di bisogni stabiliti da altri. Per i bambini però non basta la casa e non bastano i libri. Il Vietnam è un Paese dove quasi tutti i bambini devono fare i conti con almeno un rischio ambientale: alluvioni, tifoni, siccità, ondate di calore, inquinamento atmosferico. Il cambiamento climatico non colpisce in modo uguale. Colpisce sempre prima e più forte i più vulnerabili, le famiglie con meno risorse, i bambini delle comunità rurali, quelli che vivono in zone costiere o in aree montagnose difficilmente raggiungibili dai soccorsi. I kit scolastici distribuiti dall'Unicef nelle province di Lang Son, Cao Bang e Gia Lai sono arrivati alle scuole primarie nelle settimane successive ai tifoni, quando migliaia di famiglie stavano cercando di rimettere in piedi quello che il vento e l'acqua avevano travolto. Uno zaino per un bambino significa che la scuola esiste ancora, che qualcuno ci tiene che lui ci torni, che il futuro non è stato cancellato insieme ai quaderni bagnati. Toàn ha ricominciato. Va a scuola, guarda il mare, pensa alle navi. Non sa ancora esattamente cosa significhi diventare marinaio, ma sa che lo vuole. È un sogno concreto, tenuto in piedi da un sorriso e da una nuova casa con una scala. A volte basta quello, per ricominciare.

*portavoce Unicef Italia

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