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Controlli anti-bracconaggio in Appennino, sequestrato un arsenale a un cacciatore: 5 fucili, 3 carabine e una pistola


	Un controllo della polizia provinciale a un cacciatore (foto d'archivio)
Un controllo della polizia provinciale a un cacciatore (foto d'archivio)

Tutto è partito da un controllo della polizia provinciale di Modena per una presunta attività illecita di macellazione della selvaggina a Pievepelago da parte di due cacciatori: uno di loro aveva cartucce non denunciate in auto e nella sua casa di Riolunato

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PIEVEPELAGO. Un controllo nato da una segnalazione su una presunta attività illecita di macellazione della selvaggina si è trasformato in una vasta operazione contro il bracconaggio culminata con il sequestro di nove armi da fuoco, decine di munizioni e la denuncia di un cacciatore residente sull’Appennino modenese.
L’intervento è stato condotto nei giorni scorsi dalla polizia provinciale nell’ambito di un’attività mirata al contrasto dei reati venatori e alla verifica della corretta detenzione di armi e munizioni. Le indagini hanno preso avvio dopo una segnalazione relativa a presunte irregolarità al Centro raccolta selvaggina di Pievepelago. Durante gli accertamenti gli agenti hanno identificato due cacciatori che stavano lavorando una carcassa animale. Poi sono passati a verificare l’auto di uno dei presenti. All’interno del veicolo è stata trovata una scatola contenente quasi cento proiettili, per i quali il proprietario non è stato in grado di esibire subito la documentazione richiesta. Da quel momento i controlli si sono estesi all’abitazione dell’uomo, a Riolunato. Qui gli agenti avrebbero riscontrato diverse anomalie nella custodia delle armi. Durante la perquisizione sono stati rinvenuti una pistola calibro 38, cinque fucili calibro 12 e tre carabine, tra cui due calibro 30-06 trovate con caricatore inserito e munizioni già pronte all’uso. Una carabina calibro 22 presentava inoltre un bossolo esploso ancora nella camera di scoppio. Nel sottoscala dell’abitazione sono state recuperate altre 28 cartucce per pistola. Gli approfondimenti successivi, svolti con il supporto della Stazione dei carabinieri di Pievepelago e attraverso verifiche incrociate con l’Ufficio Armi della Questura di Modena, hanno consentito di accertare irregolarità nella denuncia delle munizioni detenute. La polizia provinciale ha quindi denunciato l’uomo a piede libero per omessa denuncia di munizioni, procedendo al sequestro penale di 31 cartucce. Contestualmente è stato disposto il ritiro cautelare dell’intero arsenale composto da cinque fucili, tre carabine e una pistola, oltre al restante munizionamento. Gli atti sono stati trasmessi alle autorità competenti, che dovranno ora valutare la permanenza dei requisiti di affidabilità per la detenzione delle armi. «I controlli sulla regolare custodia delle armi nell’ambito dell’attività venatoria vengono svolti con continuità», sottolinea il comandante della polizia provinciale Luca Gozzoli, evidenziando la collaborazione costante con Questura e Arma dei carabinieri.

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