Morto Bruno Malpighi, storico macellaio di Mirandola
Aprì nel 1970 la macelleria dove oggi lavorano il figlio Stefano e il nipote Daniele: «Il lavoro era la sua vita, insieme alla famiglia»
MIRANDOLA. Una vita dietro al banco della sua macelleria, perché «a lui non interessava andare in vacanza, la sua felicità era il negozio, i suoi clienti. E stare con la sua famiglia». Bruno Malpighi, storico macellaio di Mirandola, è morto martedì 22 settembre a 85 anni. Non ha voluto mollare fino all’ultimo: giusto qualche mese fa il nipote Daniele ha iniziato a lavorare nella macelleria di famiglia e lui, forte della grande esperienza, voleva esserci per insegnarli i segreti del mestiere e tramandare la passione. «Anche se è durato solo pochi mesi è stato bellissimo lavorare con mio nonno e mio papà Stefano – racconta il nipote – Ci teneva tantissimo a farmi affinare la tecnica per ridurre sempre al massimo lo spreco...lui era così. D’altronde quando si è messo in proprio nel 1970, dopo una decina d’anni al fianco di un altro macellaio, non potendosi permettere l’attrezzatura, chiese in prestito una mezzena a Rino Baraldi, un altro macellaio di San Prospero. Anche le attrezzature furono pagate da lui. Mio nonno, però, riuscì a ripagare tutto il debito e da lì è iniziata la sua attività con mia nonna Vanda al suo fianco. Mio padre Stefano è entrato nell'attività di famiglia quando aveva 14-15 anni. È sempre stata un’attività portata avanti tutta in famiglia, e ancora oggi mio papà ha in mano la macelleria e io lavoro con lui: sono la terza generazione. Negli ultimi tempi anche se era ormai debilitato e faceva fatica, cercava comunque di insegnarmi qualcosa in più. Per lui il lavoro era la sua vita, insieme alla famiglia. Era davvero una persona d’altri tempi e il suo insegnamento non andrà perduto» conclude il nipote.
I funerali per dare un ultimo saluto a Bruno Malpighi, si terranno giovedì 24 settembre alle 15.40 partendo dalla casa funeraria Domus Mirandola per la chiesa di Medolla.
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