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Affitti, a Modena rincari fino al 46% nei contratti brevi

di Andrea Marini
Affitti, a Modena rincari fino al 46% nei contratti brevi

Sunia: «Canoni liberi su del 35% in sette anni, colpiti lavoratori e studenti»

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MODENA. Con l’inflazione tornata a correre e già attestata al 3,3% ad agosto, il tema della casa rischia di diventare ancora più pesante per migliaia di famiglie modenesi. A lanciare l’allarme è il Sunia di Modena, che punta l’attenzione sull’andamento degli affitti a canone libero e dei contratti transitori, cresciuti negli ultimi anni a ritmi ben superiori rispetto all’aumento generale dei prezzi. Secondo il sindacato degli inquilini, la spinta inflattiva è alimentata soprattutto dall’aumento dei costi energetici, aggravato dalla fine del taglio delle accise sui carburanti. Uno scenario che potrebbe riflettersi ulteriormente sul costo della vita e sui bilanci delle famiglie, in particolare quelle a reddito medio-basso.

Aumenti del 35%



«In tutto questo diventa indispensabile una forte attenzione sul costo degli affitti a canone libero e dei contratti transitori nella nostra provincia», sottolinea Marzio Govoni del Sunia Modena.
I dati elaborati dal sindacato evidenziano come nel Comune di Modena i canoni liberi siano aumentati del 35% tra il 2018 e il 2025, a fronte di un’inflazione complessiva attorno al 20%. Diversa la situazione dei contratti a canone concordato, che rappresentano circa i due terzi delle nuove stipule e che hanno registrato una crescita del 19,9%, sostanzialmente in linea con il costo della vita.
L’incremento più marcato riguarda però i contratti transitori, destinati a esigenze temporanee e della durata compresa tra uno e diciotto mesi. In questo segmento il rincaro ha raggiunto il 46% tra il 2018 e il 2025, con la fase di maggiore crescita concentrata negli anni 2022 e 2023 e nei periodi successivi.

Contratti transitori



«I contratti transitori registrano aumenti più che doppi rispetto all’inflazione e proprio in questa tipologia si concentrano i maggiori abusi presenti a Modena», afferma Govoni. «A pagarne le conseguenze sono soprattutto studenti, lavoratori precari, personale della scuola, delle forze dell’ordine e della sanità, categorie che già oggi faticano a trovare un’abitazione in città a costi sostenibili».

Il fenomeno non riguarda soltanto il capoluogo. Nei principali comuni del distretto ceramico gli affitti transitori hanno superato il 50% di incremento negli ultimi anni, con punte del 78% a Maranello. Ancora più significativo il dato di Castelfranco Emilia, dove tra il 2021 e il 2025 si registra una crescita del 90%, condizionata anche dalla tensione abitativa proveniente dall’area metropolitana bolognese.
Per il Sunia il rischio è che si ripeta quanto accaduto nel biennio 2022-2023, con ulteriori aumenti dei canoni liberi e una nuova impennata dei prezzi nel mercato degli affitti temporanei, terreno sul quale potrebbero svilupparsi fenomeni speculativi.

Il sindacato guarda con interesse all’avvio dell’Osservatorio provinciale sulla Casa, promosso dalla Provincia di Modena e richiesto dalle associazioni degli inquilini. «Può diventare il luogo dove monitorare in modo puntuale l’evoluzione del mercato degli affitti», conclude Govoni. «Resta però aperto il tema dei controlli: senza verifiche efficaci, il rischio è che gli abusi si consolidino fino a diventare normalità».
 

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