In autostazione come sul ring: virale il video della rissa tra i bus
Due minorenni si sono sfidati a suon di calci e pugni, mentre le immagini fanno il giro dei social
MODENA. In autostazione il clima rimane di alta tensione. Nelle ultime ore sono circolati diversi video della rissa di martedì pomeriggio. Due ragazzi si sono affrontati sui binari come fossero su un ring. Anche qui, lo sconcerto, è per l’età dei giovani che compaiono nei filmati. Tutti minorenni, hanno 15 o 16 anni al massimo. Attorno ai due la folla urla e incita. Si arriva alle mani, volano calci e pugni, poi uno riesce ad atterrare l’altro e quel punto si sente il boato di esaltazione. Si è trattato di un incontro programmato, di un appuntamento fissato tra i partecipanti sui gruppi WhatsApp e sui social network durante le ore scolastiche. Si erano dati appuntamento lì, alle 14 di martedì 22 settembre.
Tensione crescente
Al contempo, sempre in quella fascia oraria, si erano verificati scontri verbali e momenti di agitazione, con alcuni studenti che aggredivano verbalmente gli agenti, e li istigavano allo scontro, ma tra ragazzi e forze dell’ordine non c’è stato alcun contatto fisico. La situazione è stata gradualmente stemperata e la folla di studenti coinvolti si è dissipata intorno alle 15. Alcune ore prima della rissa, intorno alle 8 di mattina, un ragazzo noto alle forze dell’ordine si aggirava con fare sospetto in viale Molza con il proprio cane a spasso. Gli agenti della polizia di Stato, che si trovavano sul posto, lo hanno invitato alla calma e a tenere sotto controllo l’animale, che intanto era stato sguinzagliato dal padrone. Lui, in tutta risposta, in uno stato di agitazione e con un comportamento molesto, ha rivolto ingiurie e insulti, per poi aizzare il pitbull contro di loro. L’uomo è stato dunque accompagnato in Questura ed è stato denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale. Il giorno dopo il ragazzo è stato notato nuovamente passeggiare con fare minaccioso nei pressi dell’autostazione, sempre in compagnia del proprio cane.
Una rissa al giorno
Anche lunedì 21 si era verificato un grave episodio. Alcuni ragazzi si sono affrontati con spintoni e parole accese, in un clima di tensione stemperato solo grazie al tempestivo intervento degli street tutor prima, e della polizia di Stato e dei colleghi della Locale poi. In tutto, erano una quarantina i ragazzi e le ragazze che, tra chi partecipava attivamente e chi era in mezzo alla folla per assistere e incitare, hanno preso parte al tafferuglio.
Presidio costante
La presenza massiccia di agenti della polizia di Stato e carabinieri ha evitato in questi giorni che le situazioni degenerassero ulteriormente. L’aumento delle forze dell’ordine è stato disposto in vista del nuovo anno scolastico, alla luce dei numerosi episodi critici verificatisi nella scorsa primavera, e anche dalla disposizione delle Zone Rosse: il parco Novi Sad, l’autostazione e tutta l’area circostante sono annoverate all’interno di questo dispositivo varato dal Prefetto volto ad aumentare la sicurezza e che permette di allontanare con maggiore facilità soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico.
«Non ci sentiamo sicuri»
Antonella Bernardo, operatrice della biglietteria di Seta, è testimone ogni giorno dei fatti che accadono nell’autostazione: «Sono tornate le stesse criticità dell’anno scorso – racconta Antonella Bernardo, operatrice della biglietteria di Seta e coordinatrice del gruppo di vicinato Modena Ovest– noi non ci sentiamo sicuri. Spesso non si arriva allo scontro perché sono presenti le forze dell’ordine, ma qui i gruppi si trovano e si danno appuntamento per fare dei disordini. Alcuni ragazzi giovanissimi provocavano gli agenti, li offendono, ci vanno a muso duro sperando che i poliziotti reagiscano. Tuttavia, non possiamo dichiararci tranquilli: alcuni colleghi hanno paura a parcheggiare l’auto la mattina perché terrorizzati dai soggetti che si aggirano qui ogni giorno in autostazione. La situazione è davvero al limite. Alcuni ragazzi hanno ricominciato le scuole con un obiettivo chiaro: provocare disordini e commettere piccoli reati, soprattutto quando escono dalle classi», conclude Bernardo.
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