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L’Ausl: «Niente dolci all’asilo: ai compleanni torte di cartone»

Manuel Marinelli
L’Ausl: «Niente dolci all’asilo: ai compleanni torte di cartone»

I consigli dell’azienda sanitaria per festeggiare con i compagni senza esagerare con le calorie

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MODENA. Il “complemese”, le torte finte fatte col cartone o in alternativa, per essere proprio perfetti, una torta di frutta... dove per torta si intende però una macedonia.

Sono i consigli dell’Ausl di Modena per festeggiare i compleanni all’asilo senza sgarrare troppo sull’alimentazione. E certo, vista la tradizione culinaria delle nostre zone, viene un po’ da sorridere, specialmente per chi è cresciuto con mamme e nonne il cui unico obiettivo era riempire di bontà ogni centimetro del vostro stomaco fino a farvi rotolare. Insomma una fetta di torta non ha mai ammazzato nessuno...

Eppure, le raccomandazioni sono scritte nero su bianco sul sito dell’azienda sanitaria, uno specchio dei tempi che cambiano spinti da un crescente bisogno di stare attenti all’alimentazione e da dati sull’obesità infantile preoccupanti.

Le raccomandazioni

«Al fine di promuovere una sana alimentazione anche in occasione di compleanni o altre ricorrenze, si consiglia di non festeggiare ogni evento con dolci, dolciumi e bevande zuccherate (cola, the, succhi di frutta, ecc.) – si legge sul sito – In alternativa si suggeriscono alcune strategie: “Complemese” ovvero il festeggiamento di tutti i compleanni del mese in un unico momento con un dolce da forno semplice, preferibilmente preparato dalla cucina; “Torta finta” cioè una torta di cartone o altro materiale su cui mettere le candeline che ogni bambino potrà soffiare il proprio giorno; “Torta di frutta” ovvero una composizione di sola frutta fresca tagliata a pezzi e disposta a forma di torta per il soffio delle candeline». Sensibilizzare è la parola chiave, affinché anche quei bambini che a casa non hanno buoni esempi da seguire a causa di genitori un po’ disattenti, incorporino le buone abitudini dentro di loro.

Niente bis

«Il momento del pasto ricopre un ruolo fondamentale dal punto di vista educativo e nutrizionale sia per gli adulti che per i bambini e le bambine – si legge ancora sul sito di Ausl – . Scopo principale della ristorazione scolastica è fornire un’alimentazione equilibrata e favorire l’adozione di comportamenti alimentari corretti. Rappresenta, inoltre, un punto di partenza importante di educazione al gusto oltre che di aggregazione e socializzazione tra pari. Uno stile alimentare sano e sostenibile promuove il benessere sia del singolo che della collettività e contribuisce alla tutela dell’ambiente e alla riduzione degli sprechi» si legge. E così anche concedere un secondo piatto di pasta al proprio figlio è considerato un comportamento sbagliato.

Niente merendine

«Meglio evitare la pratica del “bis” per il primo e il secondo piatto» che però «può essere incoraggiata per il contorno». Bandita anche «la proposta di alimenti diversi dalla frutta fresca come colazione/merenda nei nidi e nelle scuole dell’infanzia; il consumo di bevande zuccherate (the, succhi di frutta, ecc.), snack dolci e salati (merendine, patatine, biscotti, ecc.) spesso portati da casa per la merenda del mattino ove questa non sia fornita dalla scuola». Uno specchio dei tempi che cambiano, davanti alle sfide odierne che affrontano le famiglie: l’educazione alimentare è certamente una di questa. Da capire, però, se una torta di cartone su cui mettere le candeline sia la soluzione e se non vi sia una via di mezzo, un modo per condividere comunque un pasto soddisfacente ma soprattutto reale.

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