Addio a Carlo Baldi: lottò per avere a Reggio l’Università di Modena
Aveva 87 anni e per quell’ambizioso progetto raccolse trenta miliardi di lire. «Una battaglia a non finire» l’aveva definita nel 2018.
MODENA. È morto a 87 anni Carlo Baldi, l’uomo che lottò per avere a Reggio Emilia, sua città natale, l’Università di Modena. Un progetto ambizioso per il quale raccolse trenta miliardi di lire.
Chi era Baldi
Noto commercialista reggiano, presidente onorario di Baldi Prati&Partners, a capo della Far Studio Regiense, consigliere comunale dopo essersi candidato sindaco nel 2004 con "Laboratorio per Reggio" nelle elezioni poi vinte da Delrio. Soprattutto, Carlo Baldi è il padre della sede reggiana di Unimore, «una battaglia a non finire, partita negli anni Novanta» come la definì lui stesso in un’intervista alla Gazzetta del 2018. Carlo Baldi nasce a Ghiardello nel 1939. Comincia a lavorare presto. Va a scuola in bicicletta, da San Tommaso a Reggio Emilia. A 18 anni diventa segretario della Cooperativa Muratori a Gatta, mentre nel frattempo si iscrive e frequenta l’università di Parma, facoltà di Economia. Tanti obiettivi, tutti centrati.
La carriera e le passioni
Dopo la laurea si abilita alla professione: commercialista. Pochi anni e diventerà tra i professionisti più stimati della città. Nel 1973 Baldi apre il suo studio. Baldi non si ferma. Apre anche a Milano. Gli interessi sono troppi, irriducibili a una sola professione, incanalabili in un’unica attività. Appassionatissimo di musica - sarà proprio la musica il cuore delle celebrazioni del 45esimo anniversario dello Studio Baldi, al teatro Valli - ma anche di arte e di cultura, diventa presidente della Far Studium Regiense: «Amo tanto la scultura, la sento con le mani. Mi piace Manzù del quale ho anche alcune opere», raccontò. Poi la politica: nel 2004 si candida per diventare sindaco di Reggio Emilia con la lista da lui fondata, "Laboratorio per Reggio". In campagna elettorale organizza una grande festa popolare da ballo in piazza: «Rinvigorire un sentimento di partecipazione civica, dettato dall’idea del laboratorio come fermento culturale».
La battaglia per Unimore
È grazie a lui se l’Università di Modena è arrivata a Reggio. Raccontò che si trattava di un esame per la città: ha fatto in tempo, nella sua lunga e intensa esistenza, a vedere decine di migliaia di studenti superare gli esami di un Ateneo che era stato il primo a immaginare. Negli anni Novanta raccoglie 30 miliardi di lire per far decollare il suo progetto. Nel 1997 una foto lo immortala mentre firma il documento che renderà ufficiale la nascita dell’Ateneo. Per i primi venticinque anni dell’università a Reggio, celebrati il primo dicembre 2022, arriva il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Il riconoscimento di una battaglia iniziata negli anni Novanta che penso però abbia ancora molto da scrivere nella storia della città» commenterò Baldi.
La produzione letteraria
Scriverà diverse opere. Tra i suoi scritti c’è anche "La balalaika", un racconto autobiografico per il quale ricevette il premio Raffaele Crovi: «Quando lavoravo alla Gatta, in montagna, ed ero spesso in crisi - raccontò - andavo a trovare un muratore che quando era a casa produceva balalaike. Si chiamava Eliodoro. Costruiva le barriere ai fiumi e si massacrava le mani. Quando finiva di lavorare, costruiva strumenti e si metteva a suonarli. Non l’ho mai dimenticato».
Con la morte di Carlo Baldi a Reggio Emilia restano la sua preziosa eredità e le idee che l’hanno guidato. Alla Gazzetta disse: «Il mondo cambia velocemente, bisogna capirlo e anticiparlo. Non credo negli individualismi, ma nella comunità, che sa sempre indicarci la strada più equa».
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