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Il lutto

Addio al manager Fulvio Ferretti, per 9 anni dirigente della Ferrari

di Serena Arbizzi

	Fulvio Ferretti aveva 67 anni
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Fulvio Ferretti aveva 67 anni

Aveva 67 anni: da Electrolux e Piaggio fino a Brembo, Silk-Faw e Bugatti, passando per la Casa di Maranello, la sua carriera ha attraversato alcuni dei nomi più importanti dell’industria italiana e internazionale

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MARANELLO. Aveva lavorato anche alla Ferrari e poi in Silk-Faw, il progetto con radici a Reggio Emilia dove avrebbero dovuto nascere hypercar di lusso, il manager Fulvio Ferretti, venuto a mancare sabato 26 settembre a 67 anni. Per la joint venture sino americana Ferretti era stato chief procurement officer e componente del consiglio di amministrazione, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in decenni di industria e motorsport.

Il ricordo dei colleghi

Ferretti viveva a Bergamo con la moglie Paola e i figli Andrea e Francesco, ed era originario di Alessandria. I colleghi lo ricordano con profonda ammirazione e grande affetto. «In oltre 30 anni di attività manageriale, Fulvio ha attraversato alcuni dei nomi più importanti dell’industria italiana e internazionale, costruendo una competenza che ha avuto come filo comune l’automotive, la manifattura e le tecnologie ad alte prestazioni - ricordano i colleghi - dal procurement alla gestione industriale, dal motorsport al marketing, fino al mondo delle hypercar, il suo percorso ha seguito l’evoluzione dell’industria automobilistica».

Chi era Fulvio Ferretti

Laureato in Ingegneria al Politecnico di Torino, Ferretti inizia la carriera in Electrolux, occupandosi di commodity, acquisti e supply chain. Nel 1996 arriva a Piaggio. Nel 1999 entra in Ferrari, nella Gestione Sportiva, come Purchasing Manager della Racing Division. Per sei anni lavora in uno degli ambienti più esigenti dell’automotive mondiale. Nel 2005 il suo percorso in Ferrari cambia prospettiva: passa dall’area Racing a quella industriale, diventando Business Unit Manager dell’After Market. Nel 2008 approda a Brembo. Nel 2021 affronta una nuova sfida con Silk-Faw, poi Silk Sports Car Company mentre l’ultimo capitolo professionale lo porta nel mondo Bugatti. «Il suo lascito non è soltanto nelle aziende e nei progetti ai quali ha contribuito. È nelle persone che ha fatto crescere, nelle competenze che ha trasmesso, nelle decisioni prese nei momenti difficili e nel modo in cui ha interpretato la responsabilità di guidare gli altri», affermano i colleghi.

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