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Il caso

Dà un passaggio a un uomo rimasto in piedi, lui la palpeggia in auto: condannato a 10 mesi di carcere

di Daniele Montanari
Dà un passaggio a un uomo rimasto in piedi, lui la palpeggia in auto: condannato a 10 mesi di carcere

È accaduto nel maggio del 2025 a Finale

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FINALE. Dieci mesi e 20 giorni di reclusione, per violenza sessuale. È la condanna che è stata emessa con rito abbreviato, e quindi comprensiva della riduzione di un terzo della pena, nei confronti di un 40enne di Bondeno ritenuto responsabile di un gesto sconcertante compiuto ai danni di una 65enne.

I fatti

È successo a Finale il 2 maggio 2025. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, è andata così. La figlia della signora 65enne ha chiamato la mamma chiedendole se poteva andare a prendere davanti alla Caffetteria Castello di Finale un amico 40enne che era rimasto a piedi con l’auto, dopo un incidente. La signora ha detto che veniva con la sua macchina, ma che preferiva non guidare. «Nessun problema, guida un mio amico» ha risposto la figlia. Questi è venuto, e assieme alla 65enne (seduta nel posto passeggeri) sono andati a prendere il 40enne. Appena seduto dietro, quest’ultimo ha cominciato a offendere la signora con frasi spinte, del tipo «ma che bella te..ona che sei». Poi l’azione choc: ha allungato una mano, palpeggiandola sul seno destro così forte da lasciarle un livido. Ha visto tutto anche il ragazzo che guidava, che ha subito fatto scendere il 40enne, mentre la signora scoppiava in lacrime. È andata subito dai carabinieri, mentre il 40enne rientrava appiedato. A seguito della denuncia, la Procura ha aperto un fascicolo per violenza sessuale nei confronti del 40enne.

Il processo

L’uomo, difeso da Roberto Pancaldi di Ferrara, ha chiesto l’abbreviato, che è stato discusso davanti alla giudice Pini Bentivoglio. La sentenza è stata di condanna a 10 mesi e 20 giorni di reclusione, comprensivi della riduzione prevista dal rito. La giudice ha concesso la sospensione della pena, ma subordinata – come ha chiesto l’avvocato Thomas Gianello di Finale, parte civile per la vittima – al pagamento di una provvisionale subito esecutiva di 3mila euro a favore della signora, più le spese legali. Se non risarcisce, la pena diventa esecutiva: o detenzione domiciliare, o lavori socialmente utili. Soddisfatto dell’esito l’avvocato Gianello: «Non poteva rimanere impunita una condotta del genere: la vittima è tuttora turbata dall’accaduto. La dottoressa Pini Bentivoglio ha stabilito una pena equa».

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