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Il “Caffè Speranza” nato durante la crisi compie 100 anni con la famiglia Cornia sempre alla guida

di Emanuele Ciardo
Il “Caffè Speranza” nato durante la crisi compie 100 anni con la famiglia Cornia sempre alla guida

Aperto nel 1926 in un momento difficile, il bar di Pavullo è diventato simbolo di continuità: quattro generazioni lo hanno custodito

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PAVULLO. Cent’anni di Speranza. Cent’anni dietro a un bancone, tra caffè, pranzi, aperitivi, villeggianti, contadini, commercianti e generazioni di pavullesi. Domenica il Bar Speranza ha festeggiato il suo primo secolo di attività con una grande festa, arricchita da una mostra di fotografie d’epoca, un buffet, un dj set e la consegna di due targhe celebrative. Quel nome, nato come un augurio in un momento di difficoltà per la famiglia Cornia, si è trasformato, cento anni dopo, in una promessa mantenuta. Un traguardo che per i Cornia significa soprattutto continuità: dal 1926 la gestione dell’attività è rimasta saldamente nelle loro mani, arrivando oggi alla quarta generazione.

La storia comincia con il bisnonno Gisberto, imprenditore edile, ma è la nonna Ermentina a salvare quello che diventerà il cuore dell’attività: in un periodo di crisi, mentre Gisberto è costretto a vendere gran parte dei beni, la donna firma delle cambiali per conservare una porzione dell’edificio. Nacque così il «Caffè della Speranza», con l’idea di superare le difficoltà e guardare avanti. L’attività nasce con i nonni Vittorino ed Ermentina come albergo-ristorante, con camere e un distributore di benzina davanti: d’estate ospita villeggianti, d’inverno operai e lavoratori. Nel 1954 entrano nell’attività Giuseppe Cornia con il fratello Giorgio e il cugino Carlino. È in questi anni che alla storia della famiglia si intreccia quella di Josefina Perez, giovanissima venezuelana conosciuta da Giuseppe durante una parentesi lavorativa Venezuela. Quando il padre si ammala, Giuseppe torna a Pavullo e con lui arriva Josefina. I due si sposano e lei lavora nel ristorante come cuoca. Dalla loro unione nascono cinque figli: «Siamo nati tutti qua dentro», raccontano Marcello e Gianluca Cornia, oggi alla guida del locale. L’albergo rimane attivo fino agli anni Ottanta, mentre nel locale storico resta il bar, rinnovato nel 1989 e nel 2017 e capace di cambiare insieme alle abitudini e alla comunità. Oggi è bar, caffetteria per la colazione, aperitivi, paninoteca e piccola ristorazione.

Un tempo centro del commercio locale durante i mercati, invaso da contadini e mercanti, il Bar Speranza continua a essere un punto di ritrovo. Lo sottolinea Daniele Cornia, figlio di uno dei titolari e assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Pavullo, per cui la Speranza non è solo un orgoglio di famiglia ma uno dei centri nevralgici della comunità pavullese: «È un luogo centrale perché ci si incontra da cento anni, si scambiano idee e opinioni, si parla di lavoro e si festeggia». Anche il sindaco Davide Venturelli ha evidenziato il valore di questo traguardo: «Di centenari nel nostro territorio per fortuna ne abbiamo tanti. Non capita invece spesso di festeggiare un’attività che per cento anni è stata avviata, gestita e portata avanti dalla stessa famiglia. Negli antichi progetti questo grande fabbricato doveva essere un ospedale, un luogo destinato all’assistenza e alla cura di ammalati e anziani. Il progetto non andò a buon fine, ma divenne comunque uno spazio di accoglienza, di incontro e di convivialità, uno degli ultimi luoghi autentici di Pavullo dove, passeggiando, si sente ancora parlare in dialetto». Alla festa erano presenti quattro dei cinque fratelli – Gisberto, Gabriele, Idalgorio (detto Marcello) e Gianluca – insieme alla mamma Josefina e al nipote Mattias, in rappresentanza del papà Giancarlo. Sono proprio figli e nipoti a raccogliere oggi il testimone di un’attività familiare lunga quattro generazioni.

A suggellare la ricorrenza la targa del Comune, consegnata dal sindaco, e quella di Ascom Confcommercio, da Carmen Verdi. Cent’anni dopo quel nome scelto per affrontare un momento difficile, la Speranza è ancora lì. E attraverso figli e nipoti la storia della famiglia Cornia continua. «Siamo orgogliosi di rappresentare e celebrare attività come il Caffè Speranza – sottolinea Tommaso Leone, presidente provinciale di Confcommercio Modena –100 anni di storia raccontano non solo la solidità di un’impresa, ma anche il suo legame con le persone e con il territorio. È un patrimonio imprenditoriale e umano che merita di essere valorizzato e tramandato».

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