Nasce la prima barca Ferrari: Livorno sarà la Maranello del mare
Un capannone gigante del Cavallino sarà costruito in porto nei cantieri Benetti. La Hypersail volerà sulle acque: il varo nella primavera 2027, poi sei mesi di test
LIVORNO. Livorno come la Maranello del mare. I moli e i piazzali del vecchio cantiere Luigi Orlando - su cui furono costruite centinaia di navi, dalla leggendaria corazzata Lepanto al cacciatorpediniere sovietico Taškent, dalle grandi chimichiere a doppia cisterna ai traghetti veloci dei primi Duemila - come la Cittadella Ferrari, cuore industriale e simbolico della casa automobilistica più famosa al mondo.
Dove sarà prodotta
Il Cavallino ha scelto Porta a Mare - quartiere residenziale e al tempo stesso industriale affacciato sul porto Mediceo, nato sulle ceneri dell’ex cantiere navale tra case di lusso e giga-yacht in costruzione - insieme alla tecnologia, il know-how e la leadership mondiale di Azimut Benetti per completare la costruzione della Hypersail, la prima imbarcazione della storia targata Ferrari, una barca avveniristica ideata per puntare al Trofeo Jules Verne, il giro del mondo in equipaggio, 21.600 miglia nautiche da chiudere entro 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi per battere il tempo record stabilito lo scorso 25 gennaio dal trimarano Sodebo di Thomas Coville, partito da Ouessant, in Francia il 15 dicembre 2025 e capace di raggiungere l’equatore in soli 4 giorni grazie a finestre meteo particolarmente favorevoli, ma anche costretto a fronteggiare la tempesta Ingrid nelle fasi finali nel Nord Atlantico.
L’annuncio
La notizia, top secret, potrebbe essere annunciata oggi (2 ottobre) al Salone Nautico di Genova. Azimut Benetti ha ricevuto in questi giorni tutte le autorizzazioni necessarie per poter costruire nell’area vicino al faro un nuovo grande capannone, brandizzato Ferrari, che sarà completamente dedicato alla lavorazione dell’Hypersail. Sono serviti una serie di nulla osta, per primo quello della Sovrintendenza, poi dell’ufficio edilizia del Comune e infine dell’Autorità di sistema portuale. Ora che i permessi sono arrivati, nel giro di un mese e mezzo la nuova struttura potrà essere innalzata in modo da poter trasferire tra novembre e dicembre lo scafo del Ferrari Hypersail a Livorno e qui procedere all’assemblaggio, all’installazione dei sistemi tecnologici di bordo più complessi, tra cui l’elettronica derivata dal Cavallino, i foil, cioè le ali subacquee su cui il monoscafo volerà riducendo l’attrito sull’acqua per tentare di battere il record di traversate oceaniche, ma anche i 110 metri quadri di pannelli solari calpestabili. L’obiettivo è quello di arrivare al varo nella primavera del 2027. Tra marzo e maggio dell’anno prossimo la Ferrari dei mari calcherà per la prima volta le acque tra il Molonovo e la Terrazza Mascagni e sotto gli occhi dei livornesi per sei mesi effettuerà le prove marine.
Il Cavallino in Toscana
Per Azimut Benetti, primo gruppo privato leader globale nel settore della nautica da diporto, è l’ennesima consacrazione mondiale, 41 anni dopo la fondazione del gruppo da parte di Paolo Vitelli e 23 anni dopo l’apertura della sede livornese, quartier generale per la costruzione di mega yacht e giga-yacht fino a oltre 100 metri. Per la città di Livorno è il riconoscimento di rappresentare un territorio affidabile a livello amministrativo e di conseguenza attrattivo per le imprese che qui vogliono investire - la stessa Benetti ha annunciato un investimento da 26 milioni entro il 2028 -, ma l’apertura del capannone Ferrari e la scelta del mare labronico per i test saranno anche una grande vetrina per il territorio agli occhi del mondo. L’omaggio alla città Toscana potrebbe avvenire anche con una partecipazione della Hypersail alla Biennale del Mare di Livorno che si terrà la prossima primavera, prima della passerella ufficiale all’America’s Cup di Napoli. In quelle occasioni si potrà ammirare per la prima volta dal vivo l’imponenza dell’imbarcazione coi suoi 30 metri di lunghezza, 20 di larghezza, 40 di albero, le 40 tonnellate di peso, la chiglia basculante appesantita con piombo per garantire che la barca si raddrizzi in caso di rovesciamento, la carena firmata dal mago Guillaume Verdier, l’architetto navale francese che lavora al progetto dal 2024 intrecciandosi con le scelte di stile di Flavio Manzoni, Chief Designer Officer del Cavallino, in una logica volta a tradurre vincoli aerodinamici, idrodinamici e strutturali in opportunità estetiche, le linee e la livrea, presentata durante la Milano Design Week, che traggono ispirazione dalle hypercar del Cavallino Rampante, come la 499P vincitrice a Le Mans e le monoposto storiche, combinando il Grigio Hypersail in fibra di carbonio e il Giallo Fly. «Una navicella spaziale», come l’ha definita John Elkann, presidente di Ferrari Nv, la società olandese che controlla Ferrari Spa.
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