Video hot e un “rito” con un pendolo: un 52enne a processo per stalking
Dopo una breve relazione con la donna iniziati appostamenti e telefonate
MODENA. Una candela accanto alle fotografie dei due e un pendolo che, oscillando, finiva per colpire l’immagine della donna. Un video dal contenuto sessualmente esplicito, inviato sul cellulare dopo una serie di telefonate e messaggi. È uno degli episodi – una sorta di rito dai contorni inquietanti – contestati a un 52enne (assistito dall’avvocato Gianfranco Balugani) che, ieri (1 ottobre), è finito in tribunale ed è stato rinviato a giudizio per stalking.
Le condotte persecutorie
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe messo in atto una serie di condotte persecutorie nei confronti di una donna con la quale aveva avuto una breve relazione e che quindi conosceva. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra luglio e novembre del 2022 e si sarebbero verificati a Modena. Una serie di comportamenti che hanno portato la donna a temere per la propria incolumità e a farla vivere in un perdurante stato di agitazione. Tra i fatti contestati figurano i ripetuti passaggi nei pressi dell’abitazione della donna, o nei luoghi da lei frequentati. In un’occasione, secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’uomo sarebbe riuscito anche a entrare nell’abitazione della donna. Lei, a quel punto, terrorizzata si sarebbe rifugiata in bagno e avrebbe chiamato la Polizia.
Telefonate e messaggi
Ma alle presunte incursioni si sarebbero aggiunte telefonate e messaggi. L’accusa contesta infatti numerose chiamate al giorno e l’invio di comunicazioni sul cellulare. Tra queste, a novembre 2022, ci sarebbe stato anche il video dai contenuti sessualmente espliciti, in cui lo stesso 52enne era protagonista. È proprio la parte finale di quel filmato a contenere la scena del rito con la candela, le fotografie e il pendolo. Un elemento che, secondo la contestazione della Procura, si inserisce nella serie di comportamenti attraverso i quali l’uomo avrebbe perseguitato la donna. Una situazione pesante, che avrebbe di fatto costretto la donna a bloccare il numero di telefono e a modificare le proprie abitudini di vita non sentendosi più sicura. Il 52enne quindi è finito sotto accusa per atti persecutori e, ieri, è stato sottoposto a udienza preliminare in tribunale: per lui è stato disposto il rinvio a giudizio, vale a dire che andrà a processo.
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