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Bus e taglio ai premi, è scontro Cisl: «Vittoria». Cgil: «Menzogne»

di Luca Gardinale
Bus e taglio ai premi, è scontro Cisl: «Vittoria». Cgil: «Menzogne»

Raggiunta una conciliazione che esenta dalle modifiche gli autisti iscritti alla Fit Cisl. La rabbia degli altri sindacati: «Doppio regime che crea differenze tra i lavoratori»

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i Luca Gardinale

Da una parte una vittoria sulla “tassa sulla stanchezza”, dall’altra l’accusa di portare avanti una campagna fatta di “menzogne sindacali e irresponsabilità aziendali”. Durissimo scontro tra le sigle dei trasporti della Cisl da una parte e Cgil, Uil, Faisa e Ugl dall’altra. Al centro c’è l’azienda di trasporto pubblico Seta, e in particolare la vertenza partita ad aprile sul taglio ai premi per gli autisti nel caso di incidente stradale. Un taglio a cui la Cisl si oppose, tanto che nei giorni scorsi il giudice del lavoro ha sancito che la modifica che porterà al taglio del premio in caso di incidente non sarà applicata agli autisti iscritti alla Fit-Cisl. Un risultato che il sindacato definisce «una vittoria della Fit Cisl e una grande conquista per i nostri iscritti - queste le parole del segretario Aldo Cosenza - abbiamo difeso la loro busta paga e impedito che un meccanismo profondamente penalizzante in caso di sinistri potesse mangiare una parte enorme del premio di risultato».

Niente modifica di contratto per  Fit Cisl

La conciliazione raggiunta recentemente davanti al giudice del lavoro di Modena mette, infatti, un punto fermo: agli autisti iscritti alla Fit Cisl non sarà applicata la modifica peggiorativa sottoscritta il 16 aprile da Seta con le altre organizzazioni sindacali e restano in vigore le regole, ben più vantaggiose, dell’accordo sul premio di risultato 2024-2026. «È un risultato concreto, che entra direttamente nella busta paga dei lavoratori», prosegue Cosenza, segnalando che «Seta avrebbe potuto evitare tutto questo scegliendo fin dall’inizio il confronto. Ha invece preferito lo scontro. Noi non abbiamo arretrato di un millimetro e oggi il risultato è netto».

La differenza economica è pesante. Il nuovo meccanismo voluto da Seta elimina infatti le franchigie e prevede una decurtazione del 40% del premio spettante agli autisti - che vale in media circa 800 euro l’anno - già al primo incidente, indipendentemente dall’entità del danno, fino ad arrivare, successivamente, al 60%. Ecco perché la misura era stata ribattezzata “tassa sulla stanchezza”, pensando allo stress e agli straordinari cui sono sottoposti gli autisti.

Agli iscritti Fit-Cisl resterà invece il sistema precedente: nessun taglio del premio finché l’autista resta entro due incidenti annui e 2.500 euro complessivi di danni; se viene superato uno dei due limiti, la decurtazione si ferma al 20%.

Le reazioni  degli altri sindacati

Parole bocciate nettamente da Filt-Cgil Uiltrasporti, Uil-Faisa e Cisal Ugl Autoferro: «Il 16 aprile 2026 - spiegano - è stato sottoscritto un accordo sulla modifica del premio di risultato 2026. L’accordo prevedeva in un primo momento la firma di Fit-Cisl, che successivamente invece asseriva di non accettarlo, aprendo poi una doppia vertenza giudiziale nei confronti di Seta per presunta “condotta antisindacale” e per richiedere l’applicazione dell’accordo precedente. Non si è arrivati a giudizio. Il giudice del Tribunale di Modena non ha deliberato a riguardo, pertanto non ha dato ragione a Fit-Cisl, come invece appare in comunicazioni che girano a mezzo social e nelle chat, mistificando la realtà e creando come al solito una nebulosa di disinformazione e fake news a tutto danno dei lavoratori. Nel merito è vero che Seta ha raggiunto giovedì una conciliazione con la Fit-Cisl che impatta sui lavoratori, creando un doppio regime iniquo e snatura l’accordo del 16 aprile. Questa scelta, fatta al solo fine di evitare la lite giudiziaria, crea un doppio regime che crea iniquità, ulteriori differenze tra i lavoratori e può anche far perdere soldi ai lavoratori più virtuosi incentivando implicitamente la sinistrosità, peggiorando condizioni di lavoro ed economie. Crediamo, come Filt-Cgil, Uiltrasporti-Uil, Faisa-Cisal e Ugl-Autoferro, che questa sia una gravissima inadempienza, che non rispetta le persone, fa figli e figliastri, peggiora le condizioni operative e disincentiva i lavoratori più virtuosi creando un principio inaccettabile di differenziazione contrattuale. Una direzione aziendale che si muove in tal senso non dà garanzie». l
 

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